CRONICITA’: I DATI

Cronicità e Assessorato al Welfare – Rossi (SNAMI Lombardia): “quando si comunicano i dati, bisogna essere seri e corretti, all’ATS Milano solo due medici su dieci hanno accettato”

Capisco che si debba a tutti i costi dire che la riforma lombarda è stata un successone…, ma cambiare le carte in tavola dando dei numeri non corretti non mi pare molto commendevole”. Commenta così Roberto Carlo Rossi, presidente lombardo dello SNAMI (Sindacato Nazionale Medici Italiani) le trionfalistiche dichiarazioni dell’Assessore al Welfare sull’adesione dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri al progetto di “presa in carico” della cronicità messo in campo dalla Regione Lombardia. I Medici dovevano dare le loro adesioni entro il 31 luglio e l’assessorato è uscito sulla stampa dicendo che avevano aderito “2393 medici su 5364”. “Il problema è che i conti non tornano” afferma Rossi. “Infatti, a me risulta che in Lombardia i soli Medici di Famiglia siano ben oltre 6500 e oltre 1100 i Pediatri di Libera Scelta”. “Nella sola ATS di Milano mi risultano 2580 tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta (2162 + 418), contro i 1882 MMG dichiarati dall’Assessore”, soggiunge Rossi. “Rifacendo un po’ i contri, quindi, le percentuali di adesione dei medici della ATS Milano precipitano da un già deludente 29% ad un misero 21% (o al massimo a un 25% senza contare i pediatri). In sostanza, solo due medici su 10, all’ATS Milano, hanno accettato di manifestare il loro interesse a fare i gestori o i co-gestori. Davvero un po’ pochino per gridare ad una epocale vittoria! Vedremo poi quanti Colleghi rimarranno fedeli alla proposta regionale e soprattutto quanti pazienti cronici accetteranno di sottoscrivere il contratto / patto di cura con la regione. Quello che però fin da ora chiedo, è che i dati diffusi siano seri e corretti, innanzi tutto nell’interesse del cittadino nostro paziente”, conclude Rossi.

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Ultim’ora: giunge in SNAMI la notizia che le adesioni sono andate così bene e sono state così piene e soddisfacenti, che la Regione ha deciso… di prorogare i termini fino alla fine di settembre!!!… Mah, lo ammettiamo, queste impervie vette logiche sfuggono alla nostra misera comprensione!

Leggi anche il comunicato stampa dei Consiglieri Regionali Valmaggi e Borghetti: CS VALMAGGI E BORGHETTI

DGR cronici: presentato ricorso

COMUNICATO STAMPA 

Milano – 10 luglio 2017.

È stato depositato al TAR il ricorso dello SNAMI Lombardia contro la Delibera di Giunta Regionale lombarda relativa alla presa in carico del paziente cronico. Il ricorso è stato stilato dall’avvocato Gennaro Messuti in seguito alla decisione del 6 giugno del Consiglio Regionale SNAMI.

“Riteniamo che la delibera in questione (la DGR 6551, che a sua volta dà attuazione alla DGR 6164) sia lesiva della libertà di scelta del cittadino ed il primo passo verso la totale eliminazione del Medico di Famiglia, unico soggetto del territorio in grado di fornire un’assistenza personalizzata, sartorializza, efficace e a basso costo ai suoi assistiti” afferma Roberto Carlo Rossi, Presidente dello SNAMI Lombardia. “Il ricorso tende soprattutto ad evidenziare ai Giudici Amministrativi che queste delibere sono in contraddizione con norme di rango nazionale che istituiscono e regolano il Servizio Sanitario Nazionale” continua Rossi, “in quanto si creano dei soggetti nuovi e non previsti dalla Legge nazionale: i “gestori”, che dovrebbero appunto gestire una grande quantità di cittadini lombardi cronici (fino a duecentomila contemporaneamente)”.

La Regione invierà le lettere ai cronici illudendoli che d’ora in avanti, se il paziente dovesse accettare e firmare il contratto/patto di cura, tutti gli esami di cui lui avrà bisogno verranno prenotati in automatico. In realtà, il paziente, una volta accettato, sarà obbligato a seguire almeno per un anno dei percorsi di cura e terapeutici rigidamente pre-definiti, ancorati al budget, oltretutto recandosi solo nelle strutture che il gestore o il gestore-erogatore sceglieranno per lui. La sanità lombarda, ora fiore all’occhiello dell’Italia e dell’Europa, verrà livellata al basso, oltretutto senza attuare veri risparmi, anzi il rischio è che si aumentino i costi, sottolinea il Presidente lombardo dello SNAMI. Inoltre, è forte il timore che queste DGR favoriscano l’entrata sul mercato di soggetti privati che avranno il profitto come primo obiettivo, a discapito della salute dei cittadini, conclude Rossi.

Cronicita’: delibera del Consiglio Regionale SNAMI

Il Consiglio Regionale SNAMI Lombardia, riunito a Milano in data 6 Giugno 2017, analizzati approfonditamente i contenuti delle  delibere regionali  lombarde X/6164 e  X/6551 ,

preso atto

 delle numerose violazioni di norme di rango superiore in esse contenute e dello stravolgimento della figura professionale del Medico di Medicina Generale, nonché del suo ruolo specifico nella gestione personalizzata e globale  del paziente cronico  che esse prevedono,

acquisite

 le preoccupazioni del Coordinamento Lombardo degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri,

esprime

la propria contrarietà e netta disapprovazione  relativamente ai contenuti  delle suddette delibere, ritenuti lesivi della libertà di scelta del cittadino ed il primo passo verso l’eliminazione del Medico di Famiglia, unico soggetto del territorio in grado di fornire un’assistenza personalizzata ed efficace ai suoi assistiti,

invita

tutti i Colleghi a non aderire alle richieste delle varie  ATS di manifestazione di  interesse verso le forme di partecipazione previste dalle delibere, sia come gestore (cooperative), sia come co-gestore (partecipazione individuale).

Il Consiglio Regionale SNAMI Lombardia dà inoltre mandato all’Esecutivo Regionale di presentare ricorso al TAR contro le delibere in oggetto.

I NUOVI LEA

I nuovi Lea sulla Gazzetta. Il testo, gli allegati e tutte le novità delle prestazioni offerte dal Ssn

Sbarcano finalmente in Gazzetta i nuovi Lea firmati da Gentiloni il 12 gennaio scorso. Moltissime le novità per una spesa aggiuntiva del Ssn finanziata con 800 milioni di euro vincolati. Il provvedimento interviene su quattro fronti: 1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal Ssn; 2. descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attvità oggi già incluse nei Lea; 3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione; 4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. E Lorenzin istituisce una nuova task force per monitorarne l’applicazione. IL TESTO IN GAZZETTA.

18 MAR – Nomenclatore protesico, fecondazione assistita eterologa ed omologa, nuovi vaccini (come l’anti Pneumococco, l’anti Meningococco e l’anti Varicella, ed estende quello per il Papillomavirus anche agli adolescenti maschi), screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi.

Novità anche per la Pma con l’eterologa che entra a pieno titolo nelle prestazioni del Ssn. E non solo, la celiachia passa invece dall’elenco delle malattie rare a quelle croniche. E poi esenzioni per ulteriori 118 malattie rare e revisione dell’elenco delle malattie croniche con l’aggiunta di 6 patologie tra cui la Broncopneumopatia. Novità sul anche trattamento dell’autismo e sull’appropriatezza prescrittiva. Previsti anche i trattamenti contro la ludopatia, le cure per l’adroterapia per la cura dei tumori e la terapia del dolore

Queste sono solo alcune delle nuove prestazioni sanitarie che il Servizio sanitario nazionale dovrà garantire secondo quanto previsto dal Dpcm sui nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea), le cure e prestazioni garantite ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket.

L’impatto del corposo Dpcm è stato valutato dal Governo in 800 mln (vincolati al Fsn) ma dalle Regioni, nonostante l’intesa sottoscritta lo scorso anno, i dubbi sono elevati sul fatto che le risorse non sono sufficienti: secondo gli Enti locali per garantire il nuovo pacchetti di prestazioni sono necessari almeno 1,6 mld.

Con i nuovi Lea viene istituita anche la Commissione nazionale Lea che avrà il compito ogni anno di aggiornare (aggiungere o togliere) la lista dei livelli essenziali.

E’ inoltre in arrivo un decreto ministeriale che istituisce una task force composta da Ministero, Iss, Aifa, Agenas e Nas per un costante monitoraggio dell’applicazione dei nuovi Lea in tutte le Regioni con report trimestrali al ministro (vedi il testo in anteprima).

Ecco in sintesi le novità dei Nuovi Lea e del Nomenclatore della specialistica e delle protesi:

Il nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale
Il nuovo nomenclatore provvede al necessario e atteso aggiornamento del nomenclatore disciplinato dal decreto ministeriale 22 luglio 1996, includendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed eliminando quelle ormai obsolete.

Vengono introdotte numerose procedure diagnostiche e terapeutiche che nel 1996 avevano carattere quasi “sperimentale” oppure erano eseguibili in sicurezza solo in regime di ricovero, ma che oggi sono entrate nella pratica clinica corrente e possono essere erogate in ambito ambulatoriale.
– individua chiaramente tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita (PMA) che saranno erogate a carico del Servizio sanitario nazionale (fino ad oggi erogate solo in regime di ricovero)

– rivede profondamente l’elenco delle prestazioni di genetica e, per ogni singola prestazione, fa riferimento ad un elenco puntuale di patologie per le quali è necessaria l’indagine su un determinato numero di geni

– introduce la consulenza genetica, che consente di spiegare al paziente l’importanza ed il significato del test al momento dell’esecuzione, le implicazioni connesse al risultato al momento della consegna del referto ed, eventualmente, di fornire allo stesso il sostegno necessario per affrontare situazioni spesso emotivamente difficili

– introduce prestazioni di elevatissimo contenuto tecnologico (adroterapia) o di tecnologia recente (enteroscopia con microcamera ingeribile, radioterapia stereotassica)

Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica.
Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica consentirà, tra l’altro, di prescrivere:

– ausili informatici e di comunicazione (inclusi i comunicatori oculari e le tasIere adaEate per persone con gravissime disabilità)

– apparecchi acustici a tecnologia digitale
attrezzature domotiche e sensori di comando e controllo per ambienti
(allarme e telesoccorso)

– posaterie e suppellettili adattati per le disabilità motorie, barella adattata per la doccia, scooter a quattro ruote, carrozzine con sistema di verticalizzazione, carrozzine per grandi e complesse disabilità, sollevatori fissi e per vasca da bagno, sistemi di sostegno nell’ambiente bagno (maniglioni e braccioli), carrelli servoscala per interni

– arti artificiali a tecnologia avanzata e sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo

Revisione dell’elenco delle malattie rare
Il provvedimento prevede un consistente ampliamento dell’elenco delle malattie rare, realizzato mediante l’inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie Ad esempio, sono inserite nell’elenco: la sarcoidiosi; la sclerosi sistemica progressiva; la miastenia grave. Da notare come le prestazioni concernenti le malattie rare sono erogate in regime di esenzione.

Revisione dell’elenco delle malattie croniche
Importanti revisioni sono apportate anche all’elenco delle malattie croniche. Ad esempio:

– sono introdotte sei nuove patologie esenti: sindrome da talidomide, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi negli stadi clinici “moderato” e “grave”, broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”

– vengono spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esenti come malattie rare, quali: malattia celiaca, sindrome di Down, s. Klinefelter, connettiviti indifferenziate

Per la maggior parte delle malattie incluse nell’elenco sono individuate una serie di prestazioni fruibili in esenzione.
Per alcune particolari mala sono individuate puntualmente in quanto le necessità assistenziali dei pazienti sono estese e variabili. In tal caso, per garantire una maggiore flessibilità assistenziale, il medico le individuerà di volta in volta

Vaccini.
Vi è l’introduzione di nuovi vaccini (come: anti-Papillomavirus, anti- Pneumococco, anti-Meningococco) e l’estensione a nuovi destinatari (ad esempio, per il Papillomavirus il vaccino viene erogato anche agli adolescenti maschi)

Screening neonatale.
Vi è l’introduzione dello screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale.

Endometriosi.
Viene previsto l’inserimento dell’endometriosi nell’elenco delle patologie croniche ed invalidanti, negli stadi clinici “moderato” e “grave”. Di conseguenza, si riconosce alle pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni

Celiachia.
La celiachia diviene, da malattia rara, una malattia cronica.
Ciò in quanto il percorso diagnostico di tale patologia non risulta, ad oggi, tortuoso, lungo e oneroso come avviene per i malati rari.

– sono mantenute in esenzione tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale comprese nei LEA, utili al monitoraggio della patologia e alla prevenzione delle complicanze e degli eventuali aggravamenti.

– come per tutte le malattie croniche è sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista del Servizio sanitario nazionale per ottenere il nuovo attestato di esenzione

Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti ai celiaci

Autismo.
Il nuovo schema di decreto recepisce la legge n. 134 del 2015, che prevede l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico

Procreazione medicalmente assistita.
Sino ad oggi le prestazioni di procreazione medicalmente assistita erano erogate solo in regime di ricovero. Per il futuro:

– viene previsto l’inserimento nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale di tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi concernenti la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa.

– Tutte le prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla procreazione medicalmente assistita eterologa sono a carico del Servizio sanitario nazionale.

Le risorse.
Gli 800 milioni di euro stanziati dalla legge di stabilità vengono, quindi, allocati nei 3 livelli assistenziali, destinando:

– 600 milioni per l’assistenza distrettuale (così suddivisi: specialistica 380 milioni, protesi 153 milioni);

– 220 milioni di euro per la prevenzione sanitaria (vaccini);

– I 20 milioni di euro aggiuntivi derivano da un risparmio dovuto al trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera ad altri ambiti assistenziali.

Per l’analisi dettaglita di tutte le novità vai agli allegati pubblicati di seguito.

18 marzo 2017
© Riproduzione riservata

 

Allegati:

spacer Il Dpcm 12 gennaio 2017 con i “Nuovi Livelli essenziali di assistenza”. Il testo in Gazzetta.
spacer Allegato 1 – Prevenzione collettiva e sanità pubblica
spacer Allegato 2 – Ausili monouso
spacer Allegato 3 – Presidi per persone affette da patologia diabetica e da malattie rare
spacer Allegato 4 – Legenda
spacer Allegato 4A – Fattori di rischio per l’erogazione delle prestazioni di densitometria ossea
spacer Allegato 4B – Condizioni per l’erogazione della chirurgia refrattiva
spacer Allegato 4C – Criteri per la definizione delle condizioni di erogabilità delle prestazioni odontoiatriche
spacer Allegato 4D – Elenco note e corrispondenti condizioni di erogabilità-indicazioni appropriatezza prescrittiva
spacer Allegato 5 – Ausili su misura
spacer Allegato 6A – DRG ad alto rischio di non appropriatezza in regime di degenza ordinaria
spacer Allegato 6B – Prestazioni ad alto rischio di non appropriatezza in regime di day surgery – trasferibili in regime ambulatoriale
spacer Allegato 7 – Elenco malattie rare esentate dalla partecipazione al costo
spacer Allegato 8 – Elenco malattie e condizioni croniche e invalidanti
spacer Allegato 8 Bis – Elenco malattie e condizioni croniche e invalidanti
spacer Allegato 9 – Assistenza termale
spacer Allegato 11 – Modalità di erogazione dei dispositivi medici monouso
spacer b Allegato 10A – Prestazioni specialistiche per la tutela della maternità responsabile, escluse dalla partecipazione al costo in funzione preconcezionale
spacer b Allegato 11 – Modalità di erogazione dei dispositivi medici monouso
spacer b Alegato 12 – Modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza protesica
spacer Decreto ministero Salute “Commissione monitoraggio Lea”

Il privato e l’ospedale occupano il territorio?

Cercheremo di spiegare in pochi schematici punti la nuova delibera sulla cronicità (leggi la DGR 6164 sulla cronicità 30 01 2017) della Regione Lombardia.

Unica nota positiva è il superamento della remunerazione a budget, contenuta nella logica dei CReG. Ovverosia, nei CReG, quando avessero dovuto andare a regime (non è mai successo, per fortuna), i provider venivano remunerati fino a un tetto con i risparmi nella gestione dei cronici.

Qui, invece, il nuovo moloch è il PAI: il piano assistenziale individuale standard che il cronico accetta di farsi compilare dall’operatore che lo prende in cura (chi l’ha detto che deve essere un medico?). La gestione del cronico si sa quanto costa preventivamente, si sa prima come deve essere fatta e il paziente firma un patto di cura che lo vincola al rispetto del PAI così come prefissato. Il sogno di ogni bravo funzionario! Ovviamente il paziente è libero anche di fare altro, ma in questo caso, dopo reiterate “infrazioni”, uscirà dalla presa in carico? Verrà abbandonato a sé stesso? Sembra proprio di sì.

E’ esplicitamente previsto che i privati e gli ospedali potranno attuare questa presa in carico, con un inutile aumento di costi rispetto alla medicina convenzionata, che comunque, in forza di legge nazionale, rimane (almeno per il momento) la titolare della scelta.

I cronici sono divisi in vari livelli. Il Livello 1 è il più grave e solo l’ospedale o un’organizzazione sanitaria lo può gestire. Idem il livello 2, ma possono provarci anche i MMG in forma associata (chissà perché si continua imperterriti con questo falso mito). Il 3 può essere gestito anche dal MMG “proattivo”…. Il 4 e il 5 hanno pochi o nulli bisogni e quindi li può anche gestire il MMG e il PLS.

Commenti dell’Esecutivo Regionale SNAMI del 2 febbraio :

– ok per il superamento della budgetizzazione spinta dei CReG

– NO alla logica del PAI standard come centro del sistema di gestione del cronico: quello che ha sempre fatto grande l’Italia è la sartorialità dell’assistenza primaria, costruita dai singoli MMG per i propri pazienti; con un PAI standard costruito da impiegati sanitari (medici o infermieri o amministrativi che siano), questa assistenza “su misura” va a farsi friggere

– NO a duplicare alcuni costi assistenziali: l’assistenza al cronico è già appannaggio dei MMG; se si vogliono prevedere percorsi “di iniziativa” e preventivi, basta concordarli con chi già ha in mano il rapporto con i malati

– NO all’ospedalizzazione e alla privatizzazione dell’assistenza sul territorio: il privato è eccellente nel gestire l’acuzie e probabilmente anche la subacuzie, ma, in un sistema universalistico e capillarizzato sul territorio come è ancora il nostro, per fortuna, NON può gestire il cronico. Vi immaginate se in una piccola enclave aprisse un centro privato che gestisce ipertensione, diabete, scompenso e BPCO. Il centro in questione opererebbe, di fatto, in regime di monopolio e i pazienti dovrebbero sottostare, impotenti, a quello che verrà o non verrà erogato da quel gestore.

E poi, una gestione del cronico fatta di esami prenotati e cose da fare ogni tanto, la sa fare anche un computer. E’ questo che i cittadini lombardi vogliono? Essere assistiti o da un gestore che pensa solo ad arricchirsi o, in prospettiva, da una macchina che gli comunica per e-mail quando andare a fare gli esami e gli dà risposte standard preconfezionate?

Quanta impreparazione e supponenza in questo provvedimento! Di solito, chi scrive queste cose sono persone benestanti, abbastanza giovani e sane: si chiudono in un ufficio e pensano di poter risolvere a tavolino problemi sanitari di grandissima complessità. Magari non sanno neanche come è fatto un ammalato cronico e, soprattutto, è probabile che non abbiano mai messo le mani sulla pancia di un essere umano! Ancora una volta li invitiamo a non realizzare riforme delle riforme delle riforme a caso. Prima, chiedete a chi ci mette le mani tutti i giorni!

Roberto Carlo Rossi

FIRMATO AIR 2017

Dopo due riunioni del tutto interlocutorie del Comitato Regionale, convocate poche ore prima dell’incontro, il 22 dicembre parte pubblica si è presentata con una proposta di AIR. Al termine di due ore e mezza di trattative, il Comitato regionale è giunto all’AIR 2017 che alleghiamo e che è stato poi firmato da tutte le OOSS (AIR MMG lombardo per il 2017). In buona sostanza si proroga in gran parte e per l’ennesima volta l’AIR dell’anno scorso (così come SNAMI aveva chiesto fin dall’inizio, considerato che non abbiamo il nuovo ACN e non si vogliono finanziare adeguatamente nuove progettualità). Il fatto nuovo è che  questa volta regione stanzia un finanziamento ad hoc aggiuntivo sulla presa in carico delle cronicità. Tuttavia, le regole per fare i progetti conseguenti devono essere ancora tutte decise e per questo aspetto si rimanda alla trattativa dell’anno prossimo.

Tutto secondo copione, nel senso che tutto si ripete da diversi anni. Questa volta, la sola innovazione è costituita da (misere) risorse aggiuntive (di 12 milioni di euro), che erodono quanto messo in campo per i CReG ma che, come detto, sono tutte da decidere. L’unico elemento positivo è, appunto, l’intravedersi dell’inizio del superamento della logica dei CReG, logica da noi sempre fortemente criticata in quanto caratterizzata dal finanziamento della presa in carico delle cronicità con un meccanismo (antitetico) a budget. L’elemento marcatamente negativo è, invece, il fatto che questi finanziamenti potrebbero in teoria andare anche ad enti commerciali e quindi non ai MMG. Comunque la trattativa è ancora tutta da impostare e quindi ve ne daremo notizia nel corso del 2017.

I CReG aspetti economico – giuridici ed etici

Cara/o collega,

il 05 ed il 18 ottobre 2016 dalle ore 20:30 alle ore 23:30 la Sezione SNAMI di Brescia organizza, presso il Centro MATER DIVINAE GRATIAE in Via Sant’Emiliano 30 – 25127 Brescia, due serate per parlare di CReG.

La prima serata tratterà di aspetti economico – giuridici mentre la seconda di aspetti etici.

La sala in cui si terranno le serate ha un numero di posti limitato e quindi potranno partecipare solamente i primi 40 colleghi che aderiranno. Se il numero dei colleghi che non riescono a partecipare fosse elevato si prevede la ripetizione dell’evento in data da destinarsi.

In allegato alla presente troverai 4 documenti: uno è il punto di vista dello SNAMI provinciale, due sono diapositive che mostrano il punto di vista di una ATS (quella della Montagna Sondrio-Vallecamonica) che ha iniziato la sperimentazione, l’ultimo è il modulo di iscrizione alle serate da compilare ed inviare a:

segreteria@snamibs.org o via fax allo 03046464

Ti aspettiamo, certi che possa essere un’occasione di confronto su temi importanti per il futuro della nostra professione.

Il Consiglio Provinciale SNAMI BS

allegato snami (il punto di vista)

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Iscrizione incontri CReG

 

Vicenda Atlante 2

Pubblichiamo il bell’articolo di Renato Mele, prode odontoiatra toscano, rappresentante della Consulta ENPAM per la libera professione, che riassume gli ultimi accadimenti sull’incredibile vicenda “Atlante 2″.

Il caso Atlante e l’ENPAM

Secondo la mitologia greca, Atlante fu costretto a tenere in eterno sulle spalle l’intera volta celeste per aver collaborato ad una rivolta contro Zeus. Riuscì a convincere Ercole a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione, a patto che quegli andasse a raccogliere i pomi d’oro delle Esperidi. Tuttavia per Eracle fu assai difficile convincere Atlante a riprendere il suo posto, e dovette ricorrere ad uno stratagemma: gli chiese di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia.

Atlante ci chiede di aiutarlo a reggere la volta celeste ed in cambio ci promette un favore. Quale in verità? E riusciremo noi, come Ercole, a rendergli prima possibile il suo fardello?

Il “buco” del Monte dei Paschi di Siena nasce da lontano e, a quanto pare, non accenna a risolversi. Ma se forse solo oggi se ne comincia a conoscere le dimensioni, già da tempo se ne conoscono le responsabilità. Nel 2012, quando si mise mano ad una disastrosa crisi del MPS, emersa tecnicamente ai tempi della gestione Mussari ed al prezzo pazzesco per l’acquisizione di Antonveneta, ma politicamente legata alla gestione scellerata della sinistra senese e nazionale fin dai tempi più remoti, lo Stato non intese intervenire direttamente, azzerando gli azionisti, ripulendo gli attivi e rivendendola al mercato. Eppure le regole europee lo consentivano. Evidentemente il costo di tale operazione sarebbe stato anche politico, oltre che economico. La scelta fu, invece, quella di salvare la Fondazione MPS, cara al PD, e costringere la Banca, priva però di redditività, a pagare interessi altissimi per i Monti bond concessi. Oggi siamo al punto di prima, con il MPS che, pur non essendo la sola banca in difficoltà, rappresenta comunque per dimensioni e visibilità il paradigma delle banche italiane, nessuna delle quali si è sottratta alla prassi del credito “relazionale”, dei prestiti a soci e amministratori privi di garanzie, dei patrimoni di vigilanza autofinanziati per anni vendendo proprie azioni e obbligazioni a chi semplicemente voleva mutui e prestiti. Il tutto sotto la regia, almeno nel caso MPS, di una precisa parte politica che si è sempre attribuita una superiorità morale rispetto al panorama dei partiti italiani. 

I fatti di oggi

A quanto pare il problema non è risolto, anzi, ma con la differenza che, con le nuove regole europee, lo Stato non può intervenire direttamente nei salvataggi delle banche. Ecco perché è recentemente nato il Fondo Atlante che, comunque sotto la regia dello Stato, dovrebbe comprare dal MPS i suoi crediti deteriorati, liberandolo da una bella fetta dei suoi passivi di bilancio. Bisognerà poi che si impegni a recuperare i crediti acquistati, possibilmente ricavandone più di quanto li ha pagati. E’ quanto fanno già oggi le società di recupero crediti, in circostanze però molto più modeste. In questa operazione il governo ha chiesto la partecipazione economica delle Casse di previdenza, visto che formalmente non si configurerebbe aiuto di stato, e trovando come argomento positivo che così si sostiene “il sistema paese”. In sostanza ci viene detto che se”…l’economia andasse a rotoli non ci sarebbe più lavoro e nemmeno soldi per pagare i contributi previdenziali…”. Quindi tanto vale dare una mano a tenere su la baracca… L’argomento non regge e diventa pericoloso accettarlo per buono, in quanto in futuro ci potrebbe venire chiesto di intervenire in tante altre situazioni di crisi, dall’ILVA di Taranto  alla crisi della acciaierie sarde e così via dicendo. Queste sono circostanze di cui lo Stato, in un modo o in un altro, si deve fare carico, possibilmente anche individuando responsabilità e punendo i colpevoli. Per le Casse il sistema paese si sostiene con gli investimenti e non con ipotetici ricavi dal recupero di crediti deteriorati. Da più parti si sostiene invece che questa richiesta nei confronti delle Casse si configuri come un vero e proprio ricatto da parte di un governo che, dopo aver sempre negato che esistesse in Italia un “problema banche”, è oggi con l’acqua alla gola proprio su questo versante, ma non solo. Il Presidente ENPAM Oliveti, che è anche Presidente ADEPP (il consorzio delle Casse previdenziali libero professionali) ha pragmaticamente condizionato, almeno per ENPAM, l’accettazione a questa iniziativa all’esaudimento di tre precise richieste: – maggiore autonomia – maggiore libertà di investimenti – riduzione della tassazione sulle rendite da investimento. Si tratterebbe così di uno scambio e non più di una imposizione. Ma è veramente uno scambio che ci interessa? 

– Non mi sembra che l’autonomia ci manchi più di tanto. Al di là delle lungaggini legate ai passaggi ministeriali, in tutti questi anni l’ENPAM ha potuto cambiare Regolamenti, Statuto, sistema di rappresentatività, in maniera perlomeno singolare e molto contestata. Lo stesso dicasi della riforma previdenziale del 2012, avallata da studi attuariali perlomeno singolari. Ma i Ministeri vigilanti alla fine hanno accettato e tanto basta. Anzi, l’approvazione ministeriale ha dato loro un bollino di credibilità non sempre meritato. Se poi ci vogliamo lamentare perché gli stessi Ministeri ci hanno negato la possibilità di ridurre il contributo quota a “a vantaggio dei giovani”, quando sappiamo che quella iniziativa non aveva alcuna solidità tecnica ma intendeva piuttosto ingraziarsi i colleghi ospedalieri alla vigilia delle elezioni, facciamolo pure. Oltretutto di autonomia ne abbiamo, visto che il governo non ci può costringere, ma siamo in grado di porre condizioni, o addirittura di rifiutarci, come ha fatto la Cassa dei commercialisti. 

– Lo stesso dicasi della libertà degli investimenti. Se negli ultimi tempi in ENPAM si sta decisamente abbassando la rischiosità degli investimenti non è certo per nuove e più stringenti regole ministeriali che ci pesano e ci soffocano, ma semplicemente perché si è dovuto prendere atto dei gravi errori del passato, presi in assoluta autonomia. Quale paura, quindi, di nuove regole se noi stessi ce le siamo già date? Paradossale, poi, che si chieda più libertà di investimenti a chi ci propone un investimento ad altissimo rischio! 

Ovviamente interessante la terza condizione, quella della riduzione della tassazione sulle rendite che, in maniera sconsiderata, è diventata superiore a quelle della previdenza complementare. Peccato che l’unica condizione utile e interessante per tutti noi non ci verrà mai concessa, in quanto creerebbe un buco nel bilancio dello Stato difficilmente colmabile, se non attingendo risorse da improbabili nuove sorgenti.

Potrebbe succedere che, una volta preso atto che la terza condizione non è accettabile, ci si contenti delle prime due. In questo caso, per una regola dei contrappesi, il livello dei controlli interni dovrebbe necessariamente aumentare, ma non mi sembra che questo rientri nelle abitudini e nelle capacità della nostra categoria che, almeno fino ad ora, ha tenuto nei confronti del suo Ente previdenziale un atteggiamento distratto, permissivo, e talvolta perfino ipocrita. Una ulteriore riduzione del controllo statale, seppure non privo di errori, omissioni e talvolta compiacenze, sarebbe a mio giudizio un grosso rischio in quanto, in caso di una vera crisi, la possibilità di appellarsi allo Stato come “garante di ultima istanza” si ridurrebbero notevolmente.

Ecco perché spero vivamente che questo accordo non si faccia

Renato Mele – Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

“MEDICINA GENERALE E FUTURO PROSSIMO”

IV° CONGRESSO REGIONALE SNAMI LOMBARDIA


SARNICO – LAGO D’ISEO

13 – 15 MAGGIO 2016

PROGRAMMA e FILE RELAZIONI

VENERDÌ 13 MAGGIO

 ore 15.00 Registrazione dei Congressisti

 ore 15.15 Saluto del Presidente Regionale SNAMI

 Come il futuro ci sta cambiando

Moderatore: P.G. Muffolini

 ore 15.30 Cambierà il rapporto Medico/Paziente?

C. Mancini

 ore 16.00 Il problema della sostenibilità

Porazzi  (slide)

 ore 16.30 Il Sistema Sanitario del prossimo futuro

C. Cislaghi (slide)

 ore 17.00 Pausa caffè

 ore 17.30 Un modello possibile

G. Prigioni

 ore 18.00 Discussione

SABATO 14 MAGGIO

Nuovi aspetti della professione

Moderatori: G.E. Rivolta, E. Santoro

ore 9.00 Il Cyber MMG

E. Santoro

 ore 9.30 Esperienze militari per la sanità che cambia.

L. Scollo (slide)

 ore 10.00 Le assicurazioni sociali come controparte

F. Denti (slide)

 ore 10.30 GP e libero professionista

Portelli (slide)

 ore 11.15 Spazi professionali del prossimo futuro

Rivolta (slide)

 ore 11.45 Discussione

 ore 15.00 La Riforma Lombarda: perché?

Moderatore: M.T .Zocchi

 Ore 15.00 “La medicina Generale nella nuova sanità

lombarda”

A. Capelli

 ore 15.30 Tra il dire è il fare c’è di mezzo il lago

G. L’Ala

 ore 15.45 Alcune realtà regionali a confronto

S. Baglioni, N. Grimaldi, F. Pecora, A. Slawitz  (slide)

 ore 17.00 La Riforma Lombarda: come?

Tavola rotonda:

Moderatori: M. Miserendino – R.C. Rossi

M. Bosio – M. E. Pirola – D. Malnis – S. Carugo –

L. Antonini – A.C.M. Mangiagalli – P. Zannier –

G. Lonati

 

DOMENICA 15 MAGGIO

“Medice, cura te ipsum” (Luca 4, 23)

Preoccupiamoci di noi: la nostra

pensione, la nostra salute, la nostra

professione, il nostro patrimonio.

Moderatore: U. Tamborini

ore 9.00 Assicuriamoci la pensione! “Strategie di

incremento nel dopo riforma”

U. Tamborini (slide)

 ore 9.40 Assicuriamoci la salute! Assicurazioni

Sanitarie e Società di Mutuo Soccorso

A. Steffano

 ore 10.20 Assicuriamoci la professione! “La giungla

della RC professionale – come districarsi tra

obblighi, norme e cavilli”

A. Migliorini (slide)

 ore 11.15 Assicuriamoci il patrimonio! “Trust, vincoli di

destinazione, Donazioni e Società: come

preservare il proprio patrimonio per sé e per

la famiglia”

A. Vicari (slide)

 ore 12.00 Discussione finale

CONGRESSO SNAMI LOMBARDIA

“MEDICINA GENERALE E FUTURO PROSSIMO”

Cocca Hotel

Sarnico – Lago D’iseo


Da venerdì 13 a domenica 15 maggio 2016 i medici dello SNAMI si interrogano sulla medicina (generale, ma non solo) del prossimo futuro.


Come varieranno, a breve, i dati demografici ed economici? Quali sono le nuove sfide che dovrà affrontare la professione? Quale sarà la precisa attuazione della riforma lombarda? Il medico è preparato, da un punto di vista previdenziale e assicurativo, ad affrontare il futuro?


Sono alcune delle domande a cui cercheremo di rispondere con esperti di livello internazionale. NON MANCATE!!

PROGRAMMA Congresso Regionale