Stati Generali della professione medica: una chiamata a raccolta

Si sono tenuti  il 21 ottobre 2015 gli Stati Generali della professione medica .

Il Presidente Nazionale della  Fnomceo Roberta Chersevani ha affermato :   “Gli Stati generali di oggi sono una chiamata a raccolta delle sigle dei sindacati da parte della federazione per vedere di condividere assieme un percorso che possa togliere dall’impasse la sanità italiana”.

“Se il ruolo del medico e dell’odontoiatra viene derubricato come un atto di mercimonio inevitabilmente l’alleanza medico paziente viene a disperdersi. E tutto ciò è inaccettabile”. Ha dichiarato il presidente della Cao, Giuseppe Renzo.

documento finale 21 ottobre 2015

COMUNICATO STAMPA SNAMI NAZIONALE 23 Ottobre 2015

DICHIARAZIONE STATO DI AGITAZIONE

DICHIARAZIONE STATO DI AGITAZIONE dello SNAMI e di altre organizzazioni sindacali

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Le Organizzazioni Sindacali FIMMG, FIMP, SNAMI e SUMAI dichiarano lo stato di agitazione della categoria dei medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale nei confronti del Governo e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome motivato dal grave e perdurante disagio dell’intera categoria medica, causato da politiche orientate esclusivamente alla gestione emergenziale e attente solo al risparmio, che trascurano il perseguimento dell’obiettivo di rispondere ai bisogni assistenziali dei cittadini secondo criteri ispirati a valori di equità, giustizia e sicurezza.

Una situazione diventata insostenibile per tutti i medici e di conseguenza per i cittadini da loro assistiti, caratterizzata da dibattiti ed interventi sulla sanità in termini di spesa e mai di investimenti, sia socio-sanitari che finanziari tendenti al rafforzamento di una offerta nazionale della assistenza.

Provvedimenti legislativi ed amministrativi inopportuni ed iniqui, come l’emanando DM sull’appropriatezza prescrittiva e l’art. 9-quater del DL 78/2015 che prevede sanzioni nei confronti del medico in caso di comportamento prescrittivo non conforme al DM, hanno avuto e hanno come risultato solo quello di subordinare le scelte dei medici a contenuti economici e non assistenziali; tagli alla sanità, mancato finanziamento, razionamento delle risorse, sotto la maschera della lotta agli sprechi, stanno producendo una drastica riduzione dei livelli di assistenza e dell’accesso alle cure.

Provvedimenti che con l’alibi della semplificazione della pubblica amministrazione impongono ai medici procedure di rendicontazione fiscale conto terzi che poco c’entrano con i processi di cura e con il loro ruolo nella società civile rendendoli di fatto terminalisti del Ministero dell’Economia e Finanza.

Non è difficile individuare le cause e le responsabilità in un sistema che, con la regionalizzazione della sanità, è stato capace solo di traguardare gli interessi organizzativi delle singole regioni, senza mai riuscire a proporre una sintesi nazionale delle politiche sanitarie nell’interesse della popolazione.

Nonostante tutti i tentativi di interlocuzione, l’atteggiamento di Governo e Regioni rimane quello di un mancato coinvolgimento nelle scelte e di indifferenza alla necessità di sostenere una figura professionale, quella del medico, che a fronte di una collaborazione costantemente offerta è stata ripagata con limitazione delle competenze, impoverimento numerico e retributivo, espulsione dai processi decisionali, 7 anni di blocco delle convenzioni, disoccupazione, precarietà ed emigrazione dei giovani colleghi, intollerabile confusione e assenza di programmazione coerente nell’accesso alla formazione pre e post laurea, mancanza di attenzione al problema della responsabilità professionale, decretazioni che fissano obblighi burocratici che aumentano il carico di lavoro a danno dello spazio clinico e sottraggono tempo all’ascolto nel rapporto fiduciario medico-paziente.

Il futuro del SSN non dipende solo dal finanziamento, ma da modelli di governance innovativi e ritrovati equilibri istituzionali capaci di superare l’attuale impianto regionale e produrre i cambiamenti necessari alla sostenibilità del SSN e al miglioramento dell’assistenza. Ma soprattutto dipende dal ruolo e dalle conseguenti responsabilità da assegnare ai medici, dal valore che si attribuisce al lavoro dei professionisti, dal recupero di politiche nazionali che garantiscano una omogenea esigibilità del diritto alla tutela della salute in tutto il paese.

I medici chiedono di diventare interlocutori istituzionali ascoltati dalla politica sanitaria nazionale e regionale, in quanto depositari di quella cultura e di quelle competenze che li rendono portatori di soluzioni dei problemi nell’interesse dei cittadini, e si propongono come parte attiva nelle scelte decisionali per l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro e per adattare le performance professionali al miglior percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale possibile.

Per quanto sopra esposto, le sottoscritte OO.SS. dichiarano lo stato di agitazione e, trascorsi i termini previsti dalla legge per eventuali procedure di raffreddamento e conciliazione, metteranno in atto ogni legittima forma di protesta fino ad individuare e comunicare le date e le modalità di eventuali scioperi.

Distinti saluti,

Giacomo Milillo, Segretario Generale Nazionale FIMMG

Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale FIMP

Angelo Testa, Presidente Nazionale SNAMI

Roberto Lala, Segretario Generale SUMAI-Assoprof

Dichiarazione_stato_agitazione_FIMMG-FIMP-SNAMI-SUMAI

Dal 15 ottobre in vigore la nuova esenzione E15

La Giunta lombarda ha deliberato di esentare “dal solo ticket sanitario aggiuntivo (c.d. super-ticket) di cui alla L. n. 111/2011, così come rimodulato dalla DGR n. 2027 del 20.07.2011, per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, a decorrere dal 15 ottobre 2015 tutti i cittadini e i loro familiari a carico con un reddito familiare fiscale annuale non superiore ad Euro 18.000“. Le condizioni di reddito citate ”dovranno essere autocertificate dagli interessati presso l’ASL di competenza territoriale che rilascerà la relativa attestazione di esenzione“.

Di seguito potete leggere la DGR:

DGR 4153-2015 esenzione E15

COMUNICATO CONGIUNTO OO.SS DELLA MEDICINA GENERALE ASL DI BRESCIA

Cari colleghi,

anche quest’anno non è stato possibile chiudere alcun accordo con l’ASL di Brescia sul coinvolgimento dei MMG nella campagna vaccinale antinfluenzale che l’ Azienda ritiene di poter effettuare solo con i propri dipendenti interni.

La recente (vergognosa)  comunicazione del 01/10/15 dei distretti ASL sulle modalità di svolgimento della campagna, con i pochi vaccini che ASL rende disponibili, è a nostro parere irricevibile e ci costringerebbe a fare scelte tra pazienti al limite della deontologia.

In queste condizioni non è possibile, a nostro giudizio, dare il proprio contributo (a parte le vaccinazioni domiciliari essenziali che ognuno ritiene essenziali) in quanto l’ASL di Brescia, al contrario di altre della Lombardia, è chiaro  che preferisce utilizzare le proprie risorse diversamente piuttosto che spingere per ottenere alte percentuali di vaccinati, come richiesto sia dal Ministero sia dalla Regione.

Si ricorda il disastro dell’anno scorso con percentuali che non sono arrivate neppure al 50% rispetto ad un ipotesi minima della Regione del 75%.

A fronte di una continua richiesta di collaborazione ( tra cui ricordiamo l’infinita e spropositata “raccolta” di dati, pdta vari da seguire) non c’è mai stata negli ultimi tempi da parte aziendale una vera apertura collaborativa verso i Mmg e d’altra parte continuano invece le ‘ sante inquisizioni ‘ ed i controlli a tappeto su ADP, PIP, appropriatezza esami e farmaci ecc.

La decisione dell’ASL è frutto di una precisa scelta, voluta e non casuale, che come tale siamo costretti a subire ed a  rispettare, ma che suggeriamo di non condividere e tanto meno assecondare.

E’ giusto che ognuno sia responsabile delle decisioni che assume e sarebbe ancora meglio che pagasse per i danni che combina e i risultati che ottiene (vedi vertici Aziendali).

Vorremmo anche ricordare che non ci possiamo sostituire all’ASL con atti di beneficenza e volontariato perché questi dovrebbero essere destinati ad attivitàaggiuntive e non ordinarie come pare si debbano considerare le vaccinazioni anche quelle non obbligatorie.

Facciamo  presente infine che l’ASL non garantisce nel modo più assoluto al medico alcuna copertura assicurativa per i rischi professionali da possibili incidenti vaccinali per cui i rischi sono solo del Mmg e quindi consigliamo ancora di valutare bene l’eventuale adesione alla campagna vaccinale ( fatti salvi come sopra scritto i pazienti cui il  Mmg ritiene necessario effettuare la vaccinazione per motivi clinici)

 Cordiali saluti

  Le segreterie di

UMI/SMI.   FIMMG.  SNAMI.  CGIL MEDICI.