Stop alle preparazioni galeniche a scopo dimagrante

Il 27 luglio il Ministero usciva con una circolare che ricordava la necessità di consenso informato per le preparazioni galeniche magistrali:

preparazioni galeniche magistrali – Ministero Salute 27 07 2015

Lo stesso giorno veniva vietato l’uso di pseudoefedrina per tali preparazioni:

decreto-27-luglio-2015

Infine ora il Ministero bandisce da tali preparazioni altre sostanze che non potranno più essere utilizzate per preparazioni magistrali (leggi la circolare regionale relativa):

circolare Regione preparazioni magistrali (a scopo dimagrante)

Il tutto suona come un (giusto) monito all’utilizzo ponderato di tali preparazioni, soprattutto a scopo dimagrante ed un vero e proprio stop nel caso di utilizzo delle sostanze elencate nei decreti.

NEWS RICETTA Dematerializzata

Ci aveva provato in maniera più light la ASL Milano1: si minacciavano i medici che non avessero aderito alla ricetta smaterializzata. SNAMI aveva prontamente risposto tramite lettera dell’Avvocato. La ASL aveva controreplicato che “Nulla è stato scritto in merito all’avvio dell’attività sanzionatoria. Semplicemente si è provveduto a ricordare quanto previsto dalle leggi dello stato, sollecitando ancora una volta i Colleghi a voler immediatamente procedere all’ avvio della attività“.

Ora anche la ASL di Lodi (leggi la lettera ASL Lodi ai MMG e PLS) entra in campo a gamba tesa. Agitando lo spauracchio dell’applicazione della Legge Brunetta sui certificati di malattia telematici (ma che c’entra??? Ma questi signori le conoscono le Leggi o le citano a vanvera solo per fare terrorismo??), minaccia il licenziamento in tronco dei MMG fedifraghi, rei di non fare la ricetta dematerializzata.

Peccato che nel Comitato Regionale del 23 luglio tutte le forze sindacali abbiano evidenziato immani problemi pratici nel prescrivere con la ricetta decolorata (che la regione si ostina a chiamare smaterializzata), per lo più dovuti ai software che non riescono ad adeguarsi al nuovo sistema. Peccato che, appunto, la ricetta rossa del SSN non sia affatto scomparsa (come per esempio è già stato fatto in Trentino) ma si debba continuare a stampare l’inutile “promemoria” (….forse per non creare troppo scompiglio in farmacia???….).

Orbene, sembra che alla base di questi comportamenti inutilmente aggressivi delle ASL ci sia una circolare regionale che, appunto, cita a sproposito la Legge Brunetta. Come dire: con la ricetta dematerializzata la regione e le ASL sono alla frutta perché il sistema non funziona e quindi i medici non vogliono farsi impallare i computer. La Regione non pone in essere i giusti correttivi su alcuni produttori di software. Ma così il rischio è che si perdano gli incentivi statali. E allora dai (si devono essere detti) minacciamo per bene i MMG di mandarli via, così riusciremo ad aumentare il numero di ricette prodotte! La solita gratuita protervia, la solita logica arrogante!

Vabbè, ci siamo abituati. Anche alla ASL di Lodi è arrivata la pronta risposta dell’avvocato Gennaro Messuti per lo SNAMI Regionale (leggi la lettera Avvocato Messuti alla ASL Lodi 31.7.15). Ci provassero a licenziare i medici perché non stampano una ricetta che NON dovrebbe essere stampata e con un sistema che NON FUNZIONA!

Roberto Carlo Rossi

 

Sciopero MMG del 19 maggio 2015: la FIMMG rimane isolata

La FIMMG ha proclamato per il 19 maggio 2015 una giornata di sciopero dei medici di medicina generale; le altre formazioni sindacali, che unite rappresentano circa il 40% dei medici di famiglia italiani, non aderiscono.

La FIMMG da anni sostiene la necessità di “rifondare la medicina generale”e fino ad un recentissimo passato ha sostenuto  la legge 189/2012 (legge Balduzzi) accettando il rinnovo della convenzione a costo zero ed il ruolo unico, e non risulta ad oggi che abbia modificato la sua posizione.

Tutte le altre sigle sindacali chiedono con forza la modifica della legge Balduzzi ed un adeguato aumento di risorse per la sostanziosa perdita del potere di acquisto della categoria.

Lo SNAMI ha fotografato la situazione in maniera impietosa: “È paradossale che dei sindacalisti di professione abbiano rimosso dalla loro memoria che la medicina generale affondi grazie alla legge Balduzzi ed è altrettanto demenziale che lo sciopero salvifico avrebbe lo scopo di accelerare l’applicazione di quella legge scellerata”.

La FIMMG abbia il coraggio di ammettere i propri errori e di tornare sui suoi passi, cessi l’atteggiamento arrogante che porta a considerare gli altri sindacati come inutili e dannosi, e dia inizio ad un percorso  condiviso con gli altri sindacati: solo così si ritroverà l’unità della categoria e la difesa di un “SSN pubblico, equo, accessibile ed universale”, come riportato nel documento dell’intersindacale dei medici di MMG del 7 maggio 2015.

 

Allegati tre file per farsi una idea. Interessante quanto il Dr. Corti afferma. Mi chiedo dove l’autorevolezza si riscontri in chi ogni giorno visita  50 – 80 cittadini.

 

Per SNAMI Brescia

Dr. Piergiorgio Muffolini 

Articolo Ivan Cavicchi QS 12.05.2015

DOCUMENTO-FINALE-INTERSINDACALE-7-maggio-2015

Diario di un medico di “campagna”

 

 

COMUNICAZIONI PER NON ADESIONE SCIOPERO

Si conferma la non adesione dello SNAMI allo sciopero del 19 maggio p.v., organizzato da altro Sindacato, precisiamo che la nostra comunicazione inviata all’Assessorato Sanità Regione Lombardia e a tutti i Direttori Generali ASL della Lombardia vale come “DICHIARAZIONE DI NON ADESIONE” PER TUTTI GLI ISCRITTI SNAMI. Pertanto NON necessita alcuna comunicazione da parte dei singoli iscritti.
 

“Accertamento” morte telematico: un inutile caos

Il solito pasticcio all’italiana! La Legge già prevede che all’emissione dell’atto di morte questo venga comunicato all’INPS da parte dei Comuni. Poiché sembra che molti Comuni italiani siano inadempienti, invece che prendersela con l’Ufficio di Stato Civile, il Legislatore che fa? Introduce una norma (L’art. 1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014 – comma 303) che obbliga i poveri Medici Necroscopi a trasmettere per via telematica all’Inps il certificato che viene stilato quando costoro visitano la salma non prima di 15 ore dal decesso. Se non inviano l’”accertamento” per via telematica pagano una multa da 100 a 300 euro per ogni caso. Conoscendo le difficoltà del portale INPS e quante volte questo si impalla, già questo sarebbe sufficiente per protestare.

MA INTERVIENE L’INPS A COMPLICARE ULTERIORMENTE LE COSE, con la sua incredibile circolare numero 33 del 13 febbraio 2015. In questa circolare si confonde l’accertamento della morte con la constatazione di decesso, che è quel certificato che, di solito, fa la Continuità Assistenziale quando si trova a dover constatare un decesso senza poter compilare la scheda ISTAT in quanto il Collega non è il Medico Curante che ha assistito il paziente. Un errore che determinerebbe sicuramente il lancio del libretto fuori dalla finestra dell’aula, se fosse commesso da uno studente di Medicina all’esame di Medicina Legale!!! Per sopramercato, nella circolare, si fa riferimento al fatto che se uno fa già i certificati INPS (come di solito i Medici di Famiglia), ha già ha le credenziali per accedere al portale, altrimenti se le deve far rilasciare di bel nuovo. E così la confusione è al massimo grado possibile!!!!! Molti Colleghi sono stati portati a credere che da ora in poi devono fare la constatazione di decesso ed inviarla telematicamente. UN CAPOLAVORO DI PESSIMA COMUNICAZIONE E INCOMPETENZA.

In sintesi: l’obbligo di invio telematico è relativo all’accertamento della morte e vale per i Medici Necroscopi, a cui va tutta la nostra solidarietà. L’accertamento della morte è cosa che non c’entra nulla con il certificato di constatazione di decesso. I Medici di Medicina Generale di Assistenza Primaria e di Continuità Assistenziale non hanno nessun nuovo obbligo (se per caso ricoprono anche il ruolo di Medici Necroscopi sono avvantaggiati solo dal fatto che hanno già le credenziali INPS per accedere al portale).

Ci vuole tanto per spiegarsi con chiarezza?

AIR 2015

Sarebbe davvero una storia lunga (ma poco appassionante!) da raccontare. In sintesi quello che è successo è questo:

– il Comitato Regionale discute da diversi mesi in merito all’AIR (Accordo Integrativo Regionale) lombardo; la parte pubblica proponeva norme e cronoprogrammi (oramai ci si esprime così, ahimè), per realizzare AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e UCCP (Unità Complesse di Cura Primarie) ma non metteva in campo neanche un centesimo in più; il risultato sarebbe stato quello di pagare lo stesso o meno i medici e aumentare i compiti e gli impegni

– tutti i sindacati della convenzionata sono stati irremovibili: in assenza di un nuovo ACN e in assenza di fondi è folle firmare un tale documento

– parte pubblica ne prende atto e propone un AIR “ponte” (come SNAMI chiedeva fin dall’inizio delle trattative, visto che non si mettevano in campo altri denari!!), molto più leggero e meno oneroso ma ancora pieno di punti inaccettabili

– dopo un po’ di schermaglie e di modifiche al documento vengono inviate delle bozze, sotto Natale e Capodanno, che sono ancora largamente migliorabili

– a questo punto FIMMG corre a firmare l’AIR e viene lasciato credere che un solo minuto di ritardo (dopo la mezzanotte del 31 dicembre 2014) avrebbe comportato il licenziamento del personale di studio e forti penalizzazioni per le medicine in rete e gruppo: QUESTA E’ UNA SCIOCCHEZZA (lo abbiamo già detto in un’altra news) poiché moltissimi accordi sono stati firmati dopo la loro scadenza (ad esempio l’ACN è scaduto da tempo, ma gli stipendi ai medici li continuano a pagare!!!)

– nonostante ciò SNAMI riesce ad ottenere una nuova riunione del Comitato Regionale, riunisce un’intersindacale  insieme a SMI e Intesa, e, infine, si concorda un addendum all’AIR con ulteriori (anche se marginali) migliorie.

Ora l’AIR verrà siglato da tutti per evitare esclusioni ai tavoli aziendali, ma se FIMMG avesse aspettato a firmare, si sarebbe potuto ottenere molto di più. More solito!

Di seguito il testo dell’AIR e dell’addendum:

Preintesa AIR 2015

Dichiarazione Congiunta – Addendum alla Preintesa AIR 2015

LA RISPOSTA SNAMI ALL’ARTICOLO SULL’ACCORDO REGIONALE

A pagina 3 del Corriere della Lombardia del 4 dicembre 2014, si dà notizia del fatto che tutti e quattro i sindacati della Medicina Generale (UNA VOLTA TANTO NON C’E’ SOLO SNAMI CHE SI OPPONE ALLE SCHIFEZZE PROPOSTE DALLA REGIONE!!!!), non hanno accettato di assumersi nuovi compiti a costo zero o addirittura facendosi ridurre lo stipendio. Emmenomale!!!!…. Tuttavia, l’articolo, a firma Simona Ravizza, dipinge i Medici Convenzionati in una luce fosca. Dei biechi profittatori che si fanno pagare ogni cosa, lavorano 15 misere ore alla settimana e vengono pagati il doppio dei Colleghi Ospedalieri.

Siamo alle solite: “divide et impera“! Ci sarà qualcuno che avrà davvero pensato che così si scatena una guerra tra i “capponi di Renzo” per sviare l’attenzione dal fatto che la Lombardia E’ FANALINO DI CODA IN ITALIA PER GLI INVESTIMENTI SULLA MEDICINA GENERALE E ANCORA PRETENDE DALLA CATEGORIA LACRIME E SANGUE?!? Non sappiamo, ma di certo abbiamo sotto gli occhi quanto succede con gli inutili sprechi dell’Expo, con i faraonici progetti CReG che partoriscono il topolino di una minima flessione negli accessi in ospedale (wow!), e via così…

Qui di seguito potete leggere la replica di SNAMI Lombardia, con richiesta di pubblicazione.

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Egr Dott.ssa Simona Ravizza,
    ho letto il Suo articolo a pagina 3 del Corriere Lombardia intitolato “Medici di Base, salta l’assistenza non stop”. Non posso non fare alcune precisazioni chiedendone la pubblicazione. Dico subito che l’articolo riporta esattamente le mie parole. Tuttavia, contiene alcune informazioni inesatte e soprattutto presenta la figura del Medico di Famiglia in maniera del tutto inaccettabile. Così come è del tutto sbagliato e fuorviante contrapporre i Medici Convenzionati con i Dipendenti Ospedalieri nel (vano) tentativo di scatenare una triste guerra dei “capponi di Renzo”. Gli ospedalieri hanno mille problemi e sono sottopagati per l’impegno che profondono, ma soprattutto sono sempre più sotto organico. Chi va in pensione non viene rimpiazzato, si continuano a tagliare posti letto. Non è un bel quadro, in una regione che si vanta di avere uno dei sistemi sanitari migliori del mondo! Quanto poi ai Medici di Famiglia, vediamo di rimettere le cose a posto e di fare un po’ di chiarezza. Ogni Medico di Assistenza Primaria (che Lei chiama “di base”) prende poco più di 40 euro lordi a paziente per anno. Con gli accordi e le indennità varie (che però comportano tutte compiti aggiuntivi) si arriverà al massimo, in media, a 45 – 46 euro lordi all’anno a paziente. Vuol dire che, detratte tasse e previdenza, ciò che ci rimane sono circa 20 euro all’anno a paziente. Da questi compensi dobbiamo detrarre affitto, luce, telefono e spese per il sostituto. Sì perché i medici convenzionati non hanno né ferie né malattia pagata, non hanno TFR, non hanno tredicesima. Come vede, non c’è tanto da ballare! Quanto poi all’orario, si confonde l’orario minimo di studio con l’orario di lavoro. Magari lavorassimo solo 15 ore alla settimana! Quello è l’orario minimo di apertura degli studi, ma non conosco nessuno che se la cava in meno del doppio del tempo e ci sono molti Colleghi che fanno le ore piccole alla sera e che sono costretti a tornare in studio il sabato e la domenica per smaltire il lavoro arretrato. Non parliamo poi delle indennità per segretaria, computer, etc che la regione eroga. Non bastano neanche per coprire un terzo di quanto tiriamo fuori. Ora, io capisco che la Regione sia contrariata dal fatto che non è riuscita a concludere un accordo capestro ed in pejus, ma davvero non posso tollerare che si travisi così la realtà dei fatti. Se parte pubblica vuole così tanto equiparare i Medici Convenzionati ai Medici Dipendenti basta che prema a livello nazionale per assumerci tutti. Io sono geloso della mia libertà di professionista e quindi non perseguo questa soluzione, ma faccio notare che se i politici non hanno mai attuato questa soluzione è semplicemente perché sanno che gli costerebbe molto più che adesso.
Roberto Carlo Rossi
Presidente SNAMI Lombardia
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il link all’articolo:
http://archiviostorico.corriere.it/2014/dicembre/04/Medici_base_salta_assistenza_non_co_0_20141204_7af01cec-7b7f-11e4-a62d-2cdc6d76ecec.shtml

VACCINAZIONE SHOW IN TV

MA DAVVERO LA STRADA E’ SOLO QUESTA?

Lo schermo televisivo è diventato nella scala dei valori l’ubi maior su tutto, anche sulle risposte del ministero della salute, oppure più semplicemente, ci stanno servendo la frutta?


Roma 3 dicembre 2014-Commento del sindacato autonomo a quanto successo ieri sera alla trasmissione “Porta a Porta” di Rai uno, riportata da qualche testata giornalistica come

Vaccino “show”. Vespa, Pani, Ricciardi e Milillo si vaccinano in Tv con il Fluad. E’ accaduto durante la puntata in onda stasera su Rai 1. Il conduttore del talk show, il direttore dell’Aifa, il commissario dell’Iss e il segretario della Fimmg si sono fatti vaccinare contro l’influenza durante la trasmissione.

 

Tre domande ad Angelo Testa, presidente nazionale dello SNAMI.

 

1) Come mai non c’era in trasmissione un rappresentante dello SNAMI, secondo sindacato della medicina Generale ?

Tanti possono essere i motivi.

O non mi invitano perché avrei sostenuto anche davanti alle telecamere che le risposte sui vaccini i Medici e i pazienti le aspettano ufficialmente dal Ministero e non, con tutto il rispetto per la trasmissione di Bruno Vespa, eccellente giornalista e conduttore tv, da una trasmissione televisiva con tanto di “vaccinazione di gruppo”.

Oppure perché avrei obiettato che non si tratta di psicosi, come si cerca quasi di ridicolizzare e minimizzare il fenomeno, ma di legittime perplessità in seguito al ritiro di lotti di vaccino, a pretori che indagano ed aprono inchieste e regioni che sospendono cautelativamente le vaccinazioni antinfluenzali. Un tutto che richiede rispetto per le 20 morti sospette ad oggi e di altrettanto rispetto per chi si deve ancora vaccinare ed ha bisogno di qualche certezza in più anche per i rischi di sviluppare patologie neurologiche, quindi risposte magari meno mediatiche ed estreme con le bollicine ma rigorose ed istituzionali.

Eppure non abbiamo un contratto di esclusiva con altre trasmissioni come C’è posta per te, Le iene show, Striscia la notizia e di conseguenza “mi sarei potuto concedere”.

La correlazione fra un decesso e la vaccinazione può essere evidenziata dai controlli di laboratorio?

Normalmente i controlli di laboratorio mirano ad escludere la contaminazione microbica del preparato e l’assenza di tossicità del vaccino. Ma l’evento avverso grave può avere mille altre ragioni che meritano un approfondimento serio e non certo risposte frettolose in tv che paradossalmente hanno l’effetto contrario perché i più aborrono la miscela dello show sdrammatizzante con effetti speciali. Di conseguenza sarebbe stato meglio la sospensione cautelativa della vaccinazione e ripresa immediata dopo gli approfondimenti del caso, sostenendo, se così sarà senza equivoci, che anche i vaccini più sicuri, i meglio studiati e controllati, possono riservare sorprese quando si usano in ampie popolazioni.

Ma davvero la strada è solo quella di “condannarsi” allo schermo televisivo?

Se così fosse saremmo irrimediabilmente alla frutta e destinati sempre a meschine figure quando non ci sono “nani e ballerine” ed un palcoscenico sotto i riflettori. Fortunatamente c’è un’Italia differente e moltissimi Medici attenti e scrupolosi. Un sistema in cui forse è meglio evitare la forzatura della vaccinazione in diretta (escluso Vespa ) di 60enni o più giovani con un vaccino indicato per gli ultra sessantacinquenni ed avere un contraddittorio in trasmissione come lo SNAMI perché non venga suonata un’unica sinfonia. Non mi sarei prestato alla vaccinazione in diretta show e avrei sostenuto che ancora oggi Medici e pazienti aspettano le risposte del ministero, ovviamente attraverso i canali istituzionali .

 

                                                                                        Addetto stampa nazionale                                                                                                 Dott. DOMENICO SALVAGO

addettostampanazionale@snami.org  domenicosalvago@libero.it tel. 3481403926- tel.3393608000

AIR 2015

E’ entrata nel vivo la trattativa regionale per il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale 2015.

Queste le INACCETTABILI proposte di Regione:

– costituzione immediata delle AFT con arruolamento forzoso di TUTTI i MMG convenzionati, con compiti nuovi (prescrizione presidi obbligatoria e gratuita, contattabilità telefonica gratuita, etc etc) a fronte della corresponsione a tutti di 2000,00 euro forfetari lordi (una tantum?)

– nessuna nuova risorsa

– dimezzamento delle quote per rete e gruppo, abolizione delle quote A e B

– fornitura di personale di studio a orari limitati con abolizione delle indennità per segretaria e infermiera

– tre / quattro Medici di Continuità Assistenziale per AFT; in prospettiva però, con l’entrata in vigore del ruolo unico, tutti faranno tutto (si ritornerà a fare le notti??)

– ruolo preminente del coordinatore dell’AFT, che prenderà 10.000,00 euro/anno in più degli altri e forse deciderà ferie, turni, farà da raccordo con le ASL per l’appropriatezza delle risorse, etc.

Purtroppo una forza sindacale sembra spingere per siglare l’Accordo, ma, OVVIAMENTE, SNAMI HA DETTO NO A QUESTE FOLLIE! A nostro avviso non c’è nessuna fretta di rinnovare l’AIR con scellerate fughe in avanti, soprattutto nel momento in cui il nuovo Accordo Collettivo Nazionale sembra ben lungi dall’essere firmato.

Un problema occupazionale rilevante si pone anche per il personale di studio in carico ai Medici convenzionati che, in questo disegno, verrebbe ad essere in gran parte licenziato.

Per onestà va detto che Regione Lombardia si è però dimostrata, a parole, molto cauta nello spingere sull’acceleratore e aspetta per la prossima riunione della seconda metà di novembre proposte alternative dalle varie OOSS. Vi terremo costantemente aggiornati.

firmato l’AIR(Accordo Integrativo Regionale)per il 2014

Si è conclusa la trattativa sull’accordo AIR per il 2014 presentatoci in Regione il 16 Dicembre scorso. Anche Snami ha posto la propria firma, non prima di aver consultato il proprio Consiglio Regionale ed i vari Presidenti Provinciali assenti in tale occasione.

Si tratta di una sorta di “fotocopia” dell’accordo del 2013, un “accordo ponte” che conferma sostanzialmente i contenuti precedenti; unico elemento nuovo, peraltro imposto dalla legge di Stato, è il percorso per sperimentare la Balduzzi, tramite futura trattativa in Regione e nelle singole ASL.

E’ stata proprio l’incertezza sulle definizioni legate a questa nuova realtà che ha convinto Snami a siglare l’accordo, al fine di essere con certezza presenti sui vari tavoli sindacali e contenere possibili fughe in avanti; si prospetta infatti una situazione in cui i Medici sarebbero obbligati a far parte di “grupponi” con il solo stipendio base, senza indennità per informatica, segretaria, infermiere, rete o gruppo.

E su tutto incombe un “Atto d’Indirizzo” sulla Medicina del Territorio molto preoccupante e foriero di future nefaste modifiche dell’ ACN.

Non c’è stato molto spazio per la contrattazione, anche perché i fondi messi a disposizione erano gli stessi del 2013, quindi praticamente tutti già allocati, ma la trattativa condotta ha comunque permesso di cassare alcune deviazioni dal testo precedente.

Abbiamo inoltre sostenuto con forza la necessità di finanziare meglio i Medici utilizzatori del Siss, visti i guai ed i rallentamenti che il sistema produce e la continua necessità di adeguare l’hardware: ci riferiamo anche alla nuova versione Siss (N°10): A QUESTO PROPOSITO, IN ATTESA DI ADEGUATE PRECISAZIONI DELLA REGIONE SUL PUNTO, COGLIAMO L’OCCASIONE PER SCONSIGLIARE DI FAR INSTALLARE SUL PROPRIO COMPUTER TALE ULTIMA VERSIONE!, che ha già messo in difficoltà alcuni colleghi.

Seppur in questo clima sindacale di tensione e timori, torniamo ad augurarvi

………….Buone Feste!!!

L’Esecutivo SNAMI Lombardia

NEWS ACCORDO REGIONALE

Caro Collega,

il 16 Dicembre è stato presentata da Regione Lombardia la preintesa sull’accordo integrativo regionale per la Medicina Generale per il 2014 .

Si tratta di una sorta di “fotocopia” dell’accordo dello scorso anno, un “accordo ponte” per il 2014 che conferma sostanzialmente i contenuti dell’accordo 2013; unico elemento nuovo, peraltro obbligato, è il percorso per sperimentare la Balduzzi, tramite futura trattativa in regione e in azienda.

Non c’è stato molto spazio per la contrattazione, anche perché i fondi a disposizione sono solo gli stessi dello scorso anno e pertanto praticamente già tutti allocati ma la trattativa condotta ha comunque permesso di cassare alcune deviazioni dal testo del precedente accordo, come per esempio il recupero della quota aggiuntiva regionale per ADI e ADP ancorché minima.

Le altre OO SS, come prevedibile, si sono affrettate a sottoscrivere subito l’accordo, mentre SNAMI ha rimandato la sottoscrizione a dopo aver condotto una veloce consultazione con gli iscritti.

Pur essendo un Accordo ponte, rimaniamo perplessi su alcuni punti :

– quota A e B solo (come al solito) su requisiti strutturali

– le incertezze sugli “…impegni a definire la progressiva evoluzione dell’attuale sistema organizzativo territoriale verso il nuovo sistema tracciato dalla legge n. 189/2012…” (AFT e UCCP), che comunque rendono ancor più importante la presenza di SNAMI sui tavoli periferici per evitare assurde fughe in avanti. Si prospetta infatti una situazione in cui i medici sarebbero obbligati a stare nei grupponi con il solo stipendio base, senza indennità per informatica, segretaria, infermiere, rete o gruppo.

E su tutto incombe un Atto di Indirizzo sulla Medicina del Territorio molto preoccupante e foriero di future nefaste modifiche dell’ACN.

Abbiamo sostenuto con forza la necessità di finanziare meglio i medici che utilizzano il SISS, visti i guai e i rallentamenti che il sistema produce e la continua (folle) necessità per i medici di adeguare l’hardware: pensiamo alla nuova versione SISS che nuovamente obbliga ancora alcuni medici a riaggiornare la propria dotazione informatica senza che nessuno abbia concordato tale ennesima, inutile “innovazione”.

A QUESTO PROPOSITO, IN ATTESA DI ADEGUATE PRECISAZIONI DELLA REGIONE SUL PUNTO, COGLIAMO L’OCCASIONE PER SCONSIGLIARE A TUTTI DI FAR INSTALLARE SUL PROPRIO COMPUTER L’ULTIMA VERSIONE SISS.

Da ultimo, visto l’atteggiamento sprezzante del DG Sanità della Regione Lombardia che è arrivato a dire che i Medici dovrebbero essere grati alla Regione per aver fornito loro il SISS, abbiamo sfidato il DG stesso ad un pubblico confronto sul SISS davanti a cittadini e giornalisti. Ma non ci facciamo illusioni: non avrà mai il coraggio di accettare!

Vi terremo informati. Cordiali saluti

pubblico confronto sul siss

Pubblichiamo la lettera inviata al Direttore Generale Bergamaschi sulla richiesta di un pubblico confronto sul SISS

 

Milano 18 dicembre 2013
Prot.n.59/R13-RCR/dp

Egregio Dott. W.BERGAMASCHI
Direttore Generale alla Sanità
P.za Città di Lombardia,1
MILANO

 

Egr. Direttore,

nell’ambito dell’ultimo Comitato Regionale della Medicina Generale, Ella ebbe a dire (mi corregga se sbaglio) che sono i MMG che dovrebbero ringraziare la Regione per aver dato loro il SiSS: uno strumento utile alla cura dei loro pazienti. Le sue affermazioni, pronunciate nell’ambito della trattativa sindacale che si stava dipanando, furono in risposta alla mia richiesta di destinare parte delle RAR ai Medici per questo compito davvero ingrato, che li costringe a cambiare spesso e inutilmente dotazioni hardware (come sta accadendo proprio in questi giorni con la famigerata versione 10) e soprattutto li costringe ad infiniti tormenti quando il Sistema non funziona (il che capita abbastanza frequentemente) con gravi ripercussioni sull’attività di studio e, soprattutto, sull’assistenza erogata ai propri assistiti.

Poiché, da sempre, noto in Regione il sistematico rifiuto a riconoscere i problemi ingenerati dal SiSS, La invito ad un pubblico confronto su questo argomento, in presenza dei giornalisti delle testate che Ella vorrà invitare e nella sede e nel giorno che Ella vorrà indicare. Potrà essere per Lei una buona occasione per confutare le copiose testimonianze che ho raccolto in questi anni e per riferire in merito a vecchi e nuovi problemi del Sistema.

Sono certo che non si vorrà sottrarre a tale interessante momento di chiarificazione, proprio nell’interesse dei cittadini nostri pazienti.

Con cordialità

 

Roberto Carlo Rossi
Presidente SNAMI Regione Lombardia