{"id":1301,"date":"2016-08-03T12:27:28","date_gmt":"2016-08-03T10:27:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.snamibs.org\/?p=1301"},"modified":"2016-11-25T16:15:05","modified_gmt":"2016-11-25T14:15:05","slug":"vicenda-atlante-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.snamibs.org\/?p=1301","title":{"rendered":"Vicenda Atlante 2"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il bell\u2019articolo di Renato Mele, prode odontoiatra toscano, rappresentante della Consulta ENPAM per la libera professione, che riassume gli ultimi accadimenti sull\u2019incredibile vicenda \u201cAtlante 2\u2033.<\/p>\n<h2 align=\"center\"><strong><em>Il caso Atlante e l\u2019ENPAM<\/em><\/strong><\/h2>\n<p><em>Secondo la mitologia greca, Atlante fu costretto a tenere in eterno sulle spalle l\u2019intera volta celeste per aver collaborato ad una rivolta contro Zeus. Riusc\u00ec a convincere Ercole a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione, a patto che quegli andasse a raccogliere i pomi d\u2019oro delle Esperidi. Tuttavia per Eracle fu assai difficile convincere Atlante a riprendere il suo posto, e dovette ricorrere ad uno stratagemma: gli chiese di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia.<\/em><\/p>\n<p><em>Atlante ci chiede di aiutarlo a reggere la volta celeste ed in cambio ci promette un favore. Quale in verit\u00e0? E riusciremo noi, come Ercole, a rendergli prima possibile il suo fardello?<\/em><\/p>\n<p><em>Il \u201cbuco\u201d del Monte dei Paschi di Siena nasce da lontano e, a quanto pare, non accenna a risolversi. Ma se forse solo oggi se ne comincia a conoscere le dimensioni, gi\u00e0 da tempo se ne conoscono le responsabilit\u00e0.\u00a0Nel 2012, quando si mise mano ad una disastrosa crisi del MPS, emersa tecnicamente ai tempi della gestione Mussari ed al prezzo pazzesco per l\u2019acquisizione di Antonveneta, ma politicamente legata alla gestione scellerata della sinistra senese e nazionale fin dai tempi pi\u00f9 remoti, lo Stato non intese intervenire direttamente, azzerando gli azionisti, ripulendo gli attivi e rivendendola al mercato. Eppure le regole europee lo consentivano. Evidentemente il costo di tale operazione sarebbe stato anche politico, oltre che economico.\u00a0La scelta fu, invece, quella di salvare la Fondazione MPS, cara al PD, e costringere la Banca, priva per\u00f2 di redditivit\u00e0, a pagare interessi altissimi per i Monti bond concessi.\u00a0Oggi siamo al punto di prima, con il MPS che, pur non essendo la sola banca in difficolt\u00e0, rappresenta comunque per dimensioni e visibilit\u00e0 il paradigma delle banche italiane, nessuna delle quali si \u00e8 sottratta alla prassi del credito \u201crelazionale\u201d, dei prestiti a soci e amministratori privi di garanzie, dei patrimoni di vigilanza autofinanziati per anni vendendo proprie azioni e obbligazioni a chi semplicemente voleva mutui e prestiti.\u00a0Il tutto sotto la regia, almeno nel caso MPS, di una precisa parte politica che si \u00e8 sempre attribuita una superiorit\u00e0 morale rispetto al panorama dei partiti italiani.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>I fatti di oggi<\/em><\/p>\n<p><em>A quanto pare il problema non \u00e8 risolto, anzi, ma con la differenza che, con le nuove regole europee, lo Stato non pu\u00f2 intervenire direttamente nei salvataggi delle banche.\u00a0Ecco perch\u00e9 \u00e8 recentemente nato il Fondo Atlante che, comunque sotto la regia dello Stato, dovrebbe comprare dal MPS i suoi crediti deteriorati, liberandolo da una bella fetta dei suoi passivi di bilancio. Bisogner\u00e0 poi che si impegni a recuperare i crediti acquistati, possibilmente ricavandone pi\u00f9 di quanto li ha pagati. E\u2019 quanto fanno gi\u00e0 oggi le societ\u00e0 di recupero crediti, in circostanze per\u00f2 molto pi\u00f9 modeste.\u00a0In questa operazione il governo ha chiesto la partecipazione economica delle Casse di previdenza, visto che formalmente non si configurerebbe aiuto di stato, e trovando come argomento positivo che cos\u00ec si sostiene \u201cil sistema paese\u201d. In sostanza ci viene detto che se\u201d\u2026l\u2019economia andasse a rotoli non ci sarebbe pi\u00f9 lavoro e nemmeno soldi per pagare i contributi previdenziali\u2026\u201d. Quindi tanto vale dare una mano a tenere su la baracca\u2026\u00a0L\u2019argomento non regge e diventa pericoloso accettarlo per buono, in quanto in futuro ci potrebbe venire chiesto di intervenire in tante altre situazioni di crisi, dall\u2019ILVA di Taranto\u00a0 alla crisi della acciaierie sarde e cos\u00ec via dicendo.\u00a0Queste sono circostanze di cui lo Stato, in un modo o in un altro, si deve fare carico, possibilmente anche individuando responsabilit\u00e0 e punendo i colpevoli. Per le Casse il sistema paese si sostiene con gli investimenti e non con ipotetici ricavi dal recupero di crediti deteriorati.\u00a0Da pi\u00f9 parti si sostiene invece che questa richiesta nei confronti delle Casse si configuri come un vero e proprio ricatto da parte di un governo che, dopo aver sempre negato che esistesse in Italia un \u201cproblema banche\u201d, \u00e8 oggi con l\u2019acqua alla gola proprio su questo versante, ma non solo.\u00a0Il Presidente ENPAM Oliveti, che \u00e8 anche Presidente ADEPP (il consorzio delle Casse previdenziali libero professionali) ha pragmaticamente condizionato, almeno per ENPAM, l\u2019accettazione a questa iniziativa all\u2019esaudimento di tre precise richieste:\u00a0&#8211; maggiore autonomia\u00a0&#8211; maggiore libert\u00e0 di investimenti\u00a0&#8211; riduzione della tassazione sulle rendite da investimento.\u00a0Si tratterebbe cos\u00ec di uno scambio e non pi\u00f9 di una imposizione. Ma \u00e8 veramente uno scambio che ci interessa?\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Non mi sembra che\u00a0l\u2019autonomia\u00a0ci manchi pi\u00f9 di tanto. Al di l\u00e0 delle lungaggini legate ai passaggi ministeriali, in tutti questi anni l\u2019ENPAM ha potuto cambiare Regolamenti, Statuto, sistema di rappresentativit\u00e0, in maniera perlomeno singolare e molto contestata. Lo stesso dicasi della riforma previdenziale del 2012, avallata da studi attuariali perlomeno singolari. Ma i Ministeri vigilanti alla fine hanno accettato e tanto basta. Anzi, l\u2019approvazione ministeriale ha dato loro un bollino di credibilit\u00e0 non sempre meritato.\u00a0Se poi ci vogliamo lamentare perch\u00e9 gli stessi Ministeri ci hanno negato la possibilit\u00e0 di ridurre il contributo quota a \u201ca vantaggio dei giovani\u201d, quando sappiamo che quella iniziativa non aveva alcuna solidit\u00e0 tecnica ma intendeva piuttosto ingraziarsi i colleghi ospedalieri alla vigilia delle elezioni, facciamolo pure.\u00a0Oltretutto di autonomia ne abbiamo, visto che il governo non ci pu\u00f2 costringere, ma siamo in grado di porre condizioni, o addirittura di rifiutarci, come ha fatto la Cassa dei commercialisti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Lo stesso dicasi della\u00a0libert\u00e0 degli investimenti. Se negli ultimi tempi in ENPAM si sta decisamente abbassando la rischiosit\u00e0 degli investimenti non \u00e8 certo per nuove e pi\u00f9 stringenti regole ministeriali che ci pesano e ci soffocano, ma semplicemente perch\u00e9 si \u00e8 dovuto prendere atto dei gravi errori del passato, presi in assoluta autonomia. Quale paura, quindi, di nuove regole se noi stessi ce le siamo gi\u00e0 date?\u00a0Paradossale, poi, che si chieda pi\u00f9 libert\u00e0 di investimenti a chi ci propone un investimento ad altissimo rischio!\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ovviamente interessante la terza condizione, quella della\u00a0riduzione della tassazione sulle rendite\u00a0che, in maniera sconsiderata, \u00e8 diventata superiore a quelle della previdenza complementare. Peccato che l\u2019unica condizione utile e interessante per tutti noi non ci verr\u00e0 mai concessa, in quanto creerebbe un buco nel bilancio dello Stato difficilmente colmabile, se non attingendo risorse da improbabili nuove sorgenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Potrebbe succedere che, una volta preso atto che la terza condizione non \u00e8 accettabile, ci si contenti delle prime due. In questo caso, per una regola dei contrappesi, il livello dei controlli interni dovrebbe necessariamente aumentare, ma non mi sembra che questo rientri nelle abitudini e nelle capacit\u00e0 della nostra categoria che, almeno fino ad ora, ha tenuto nei confronti del suo Ente previdenziale un atteggiamento distratto, permissivo, e talvolta perfino ipocrita.\u00a0Una ulteriore riduzione del controllo statale, seppure non privo di errori, omissioni e talvolta compiacenze, sarebbe a mio giudizio un grosso rischio in quanto, in caso di una vera crisi, la possibilit\u00e0 di appellarsi allo Stato come \u201cgarante di ultima istanza\u201d si ridurrebbero notevolmente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco perch\u00e9 spero vivamente che questo accordo non si faccia<\/em><\/p>\n<p><em>Renato Mele \u2013 Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il bell\u2019articolo di Renato Mele, prode odontoiatra toscano, rappresentante della Consulta ENPAM per la libera professione, che riassume gli ultimi accadimenti sull\u2019incredibile vicenda \u201cAtlante 2\u2033. 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