Vicenda Atlante 2

Pubblichiamo il bell’articolo di Renato Mele, prode odontoiatra toscano, rappresentante della Consulta ENPAM per la libera professione, che riassume gli ultimi accadimenti sull’incredibile vicenda “Atlante 2″.

Il caso Atlante e l’ENPAM

Secondo la mitologia greca, Atlante fu costretto a tenere in eterno sulle spalle l’intera volta celeste per aver collaborato ad una rivolta contro Zeus. Riuscì a convincere Ercole a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione, a patto che quegli andasse a raccogliere i pomi d’oro delle Esperidi. Tuttavia per Eracle fu assai difficile convincere Atlante a riprendere il suo posto, e dovette ricorrere ad uno stratagemma: gli chiese di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia.

Atlante ci chiede di aiutarlo a reggere la volta celeste ed in cambio ci promette un favore. Quale in verità? E riusciremo noi, come Ercole, a rendergli prima possibile il suo fardello?

Il “buco” del Monte dei Paschi di Siena nasce da lontano e, a quanto pare, non accenna a risolversi. Ma se forse solo oggi se ne comincia a conoscere le dimensioni, già da tempo se ne conoscono le responsabilità. Nel 2012, quando si mise mano ad una disastrosa crisi del MPS, emersa tecnicamente ai tempi della gestione Mussari ed al prezzo pazzesco per l’acquisizione di Antonveneta, ma politicamente legata alla gestione scellerata della sinistra senese e nazionale fin dai tempi più remoti, lo Stato non intese intervenire direttamente, azzerando gli azionisti, ripulendo gli attivi e rivendendola al mercato. Eppure le regole europee lo consentivano. Evidentemente il costo di tale operazione sarebbe stato anche politico, oltre che economico. La scelta fu, invece, quella di salvare la Fondazione MPS, cara al PD, e costringere la Banca, priva però di redditività, a pagare interessi altissimi per i Monti bond concessi. Oggi siamo al punto di prima, con il MPS che, pur non essendo la sola banca in difficoltà, rappresenta comunque per dimensioni e visibilità il paradigma delle banche italiane, nessuna delle quali si è sottratta alla prassi del credito “relazionale”, dei prestiti a soci e amministratori privi di garanzie, dei patrimoni di vigilanza autofinanziati per anni vendendo proprie azioni e obbligazioni a chi semplicemente voleva mutui e prestiti. Il tutto sotto la regia, almeno nel caso MPS, di una precisa parte politica che si è sempre attribuita una superiorità morale rispetto al panorama dei partiti italiani. 

I fatti di oggi

A quanto pare il problema non è risolto, anzi, ma con la differenza che, con le nuove regole europee, lo Stato non può intervenire direttamente nei salvataggi delle banche. Ecco perché è recentemente nato il Fondo Atlante che, comunque sotto la regia dello Stato, dovrebbe comprare dal MPS i suoi crediti deteriorati, liberandolo da una bella fetta dei suoi passivi di bilancio. Bisognerà poi che si impegni a recuperare i crediti acquistati, possibilmente ricavandone più di quanto li ha pagati. E’ quanto fanno già oggi le società di recupero crediti, in circostanze però molto più modeste. In questa operazione il governo ha chiesto la partecipazione economica delle Casse di previdenza, visto che formalmente non si configurerebbe aiuto di stato, e trovando come argomento positivo che così si sostiene “il sistema paese”. In sostanza ci viene detto che se”…l’economia andasse a rotoli non ci sarebbe più lavoro e nemmeno soldi per pagare i contributi previdenziali…”. Quindi tanto vale dare una mano a tenere su la baracca… L’argomento non regge e diventa pericoloso accettarlo per buono, in quanto in futuro ci potrebbe venire chiesto di intervenire in tante altre situazioni di crisi, dall’ILVA di Taranto  alla crisi della acciaierie sarde e così via dicendo. Queste sono circostanze di cui lo Stato, in un modo o in un altro, si deve fare carico, possibilmente anche individuando responsabilità e punendo i colpevoli. Per le Casse il sistema paese si sostiene con gli investimenti e non con ipotetici ricavi dal recupero di crediti deteriorati. Da più parti si sostiene invece che questa richiesta nei confronti delle Casse si configuri come un vero e proprio ricatto da parte di un governo che, dopo aver sempre negato che esistesse in Italia un “problema banche”, è oggi con l’acqua alla gola proprio su questo versante, ma non solo. Il Presidente ENPAM Oliveti, che è anche Presidente ADEPP (il consorzio delle Casse previdenziali libero professionali) ha pragmaticamente condizionato, almeno per ENPAM, l’accettazione a questa iniziativa all’esaudimento di tre precise richieste: – maggiore autonomia – maggiore libertà di investimenti – riduzione della tassazione sulle rendite da investimento. Si tratterebbe così di uno scambio e non più di una imposizione. Ma è veramente uno scambio che ci interessa? 

– Non mi sembra che l’autonomia ci manchi più di tanto. Al di là delle lungaggini legate ai passaggi ministeriali, in tutti questi anni l’ENPAM ha potuto cambiare Regolamenti, Statuto, sistema di rappresentatività, in maniera perlomeno singolare e molto contestata. Lo stesso dicasi della riforma previdenziale del 2012, avallata da studi attuariali perlomeno singolari. Ma i Ministeri vigilanti alla fine hanno accettato e tanto basta. Anzi, l’approvazione ministeriale ha dato loro un bollino di credibilità non sempre meritato. Se poi ci vogliamo lamentare perché gli stessi Ministeri ci hanno negato la possibilità di ridurre il contributo quota a “a vantaggio dei giovani”, quando sappiamo che quella iniziativa non aveva alcuna solidità tecnica ma intendeva piuttosto ingraziarsi i colleghi ospedalieri alla vigilia delle elezioni, facciamolo pure. Oltretutto di autonomia ne abbiamo, visto che il governo non ci può costringere, ma siamo in grado di porre condizioni, o addirittura di rifiutarci, come ha fatto la Cassa dei commercialisti. 

– Lo stesso dicasi della libertà degli investimenti. Se negli ultimi tempi in ENPAM si sta decisamente abbassando la rischiosità degli investimenti non è certo per nuove e più stringenti regole ministeriali che ci pesano e ci soffocano, ma semplicemente perché si è dovuto prendere atto dei gravi errori del passato, presi in assoluta autonomia. Quale paura, quindi, di nuove regole se noi stessi ce le siamo già date? Paradossale, poi, che si chieda più libertà di investimenti a chi ci propone un investimento ad altissimo rischio! 

Ovviamente interessante la terza condizione, quella della riduzione della tassazione sulle rendite che, in maniera sconsiderata, è diventata superiore a quelle della previdenza complementare. Peccato che l’unica condizione utile e interessante per tutti noi non ci verrà mai concessa, in quanto creerebbe un buco nel bilancio dello Stato difficilmente colmabile, se non attingendo risorse da improbabili nuove sorgenti.

Potrebbe succedere che, una volta preso atto che la terza condizione non è accettabile, ci si contenti delle prime due. In questo caso, per una regola dei contrappesi, il livello dei controlli interni dovrebbe necessariamente aumentare, ma non mi sembra che questo rientri nelle abitudini e nelle capacità della nostra categoria che, almeno fino ad ora, ha tenuto nei confronti del suo Ente previdenziale un atteggiamento distratto, permissivo, e talvolta perfino ipocrita. Una ulteriore riduzione del controllo statale, seppure non privo di errori, omissioni e talvolta compiacenze, sarebbe a mio giudizio un grosso rischio in quanto, in caso di una vera crisi, la possibilità di appellarsi allo Stato come “garante di ultima istanza” si ridurrebbero notevolmente.

Ecco perché spero vivamente che questo accordo non si faccia

Renato Mele – Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

CONGRESSO SNAMI LOMBARDIA

“MEDICINA GENERALE E FUTURO PROSSIMO”

Cocca Hotel

Sarnico – Lago D’iseo


Da venerdì 13 a domenica 15 maggio 2016 i medici dello SNAMI si interrogano sulla medicina (generale, ma non solo) del prossimo futuro.


Come varieranno, a breve, i dati demografici ed economici? Quali sono le nuove sfide che dovrà affrontare la professione? Quale sarà la precisa attuazione della riforma lombarda? Il medico è preparato, da un punto di vista previdenziale e assicurativo, ad affrontare il futuro?


Sono alcune delle domande a cui cercheremo di rispondere con esperti di livello internazionale. NON MANCATE!!

PROGRAMMA Congresso Regionale

Rinviato lo sciopero di due mesi

Sospeso lo sciopero generale di 48 ore già indetto per il prossimo 17 e 18 marzo. Verificheremo se gli impegni del governo corrisponderanno al vero e continuo ad avere dei dubbi ed essere perplesso sui risultati concreti che si potranno raggiungere.

Penso che dovremo da subito rivedere il codice di autoregolamentazione dello sciopero che ci condiziona a prese di posizione troppo leggere e poco incisive.

 

Il Presidente Nazionale

Dr. Angelo Testa

Appropriatezza: Sanzioni sospese.

Si è concluso l’incontro al ministero della Salute sul DM appropriatezza dopo il caos dei primi giorni di applicazione. Presenti, oltre al ministroBeatrice Lorenzin, l’assessore dell’Emilia Romagna Sergio Venturi in rappresentanza delle Regioni, ls presidente della Fnomceo Roberta Chersevani e i presidenti degli Ordini dei Medici di Bari, Filippo Anelli e di Como Gianluigi Spada.

Assenti i sindacati medici dopo le polemiche per non essere stati convocati direttamente che hanno portato alla decisione dei sindacati di disertare l’incontro. Ma il ministro li incontrerà comunque la prossima settimana per “ascoltare e approfondire” le ragioni dello sciopero in programma a marzo.

Tornando al DM appropriatezza ecco cosa hanno concordato le parti in causa:

– Confermare l’obiettivo etico di perseguire con determinazione la massima appropriatezza di tutte le prestazioni sanitarie erogate dal Ssn, sia in regime di ricovero, sia in regime ambulatoriale, sia nelle cure primarie, comprese le indagine diagnostiche.

– Attivare un tavolo congiunto di confronto, con la partecipazione del ministero della Salute, delle Regioni, della Fnomceo, la quale potrà avvalersi anche dell’apporto delle società scientifiche, al fine di semplificare dal punto di vista organizzativo e prescrittivo ed eventualmente riformulare i criteri di appropriatezza e di erogabilità previsti dal DM 9 dicembre 2015.

– Coinvolgere i medici nella governance del sistema e delle eventuali criticità nella fase attuativa e d applicativa del DM 9 dicembre 2015.

– Condividere e predisporre una circolare esplicativa con l’obiettivo di garantire l’applicazione omogenea delle disposizioni del DM 9 dicembre 2015.

– Fare un’adeguata informazione presso i pazienti, anche attraverso specifiche campagne di comunicazione, con l’obiettivo di facilitare la comprensione del contenuto del DM, e di garantire che i pazienti cronici e gli invalidi rimangono salvaguardati dalle vigenti disposizioni.

– Le risorse risparmiate saranno reinvestite nel Ssn, nella direzione dell’appropriatezza clinica e organizzativa.

– Le sanzioni previste dalla legge sono al momento sospese e saranno oggetto di un nuovo Accordo in Stato Regioni, come previsto dall’Intesa del 26 novembre scorso.

Lorenzin: “Rimuoveremo tutti gli ostacoli”. Per ora niente sanzioni ai medici, sì alla possibilità di apportare modifiche al decreto e via libera alla creazione di un manifesto con  le informazioni per i pazienti. Il tutto senza dimenticare che “non ci sarà nessun superticket per i cittadini” dovuti a prescrizioni di esami su singole ricette ognuna gravata dal ticket.

“Oggi abbiamo convocato questa riunione con Fnomceo, Regioni, Sogei per analizzare le segnalazioni di criticità dei pazienti che ci sono arrivate o che abbiamo letto in questi giorni. Oggi abbiamo visto che c’erano delle criticità concrete. Per questo il nostro obiettivo sarà di rimuovere tutti gli ostacoli operativi per l’applicazione”, ha detto Lorenzin al termine dell’incontro.

In questo senso il Ministro ha ribadito che “il decreto mira a realizzare una riforma dell’appropriatezza e non ha finalità economico-contabile, non sono certo 100 mln. Ma questa riforma va fatta insieme ai medici, quindi se i medici non riescono a lavorare bene questa norma non può vivere”.

E Lorenzin ha poi precisato che “non ci saranno sanzioni per i medici fino a che il dm non si svilupperà. E in ogni caso ci sarà un monitoraggio”

Ma il ministro ha fatto chiaramente capire che il Dm non è un molok inviolabile. “Se i medici pensano che bisogna fare delle modifiche ce lo devono e dire e insieme cambieremo i punti critici. L’importante è avere tutti lo stesso obiettivo: curare i pazienti senza fare sprechi”.


Il documento dell’incontro: Incontro 9 febbraio decreto appropriatezza

Appropriatezza: lettera al direttore generale sanita’

Il Presidente SNAMI Lombardia ha scritto una lettera al Direttore Generale Sanità che di seguito riportiamo:

Milano, 2 febbraio 2016

Egr. Dott. Walter Bergamaschi,

        in nome e per conto del Sindacato SNAMI che rappresento in Lombardia, anche alla luce del fatto che la nostra regione ha già più volte emanato DGR volte a definire percorsi diagnostici condivisi, chiedo, alla stregua di ciò che sta succedendo in altre regioni italiane, il “congelamento” del decreto Lorenzin sulle indicazioni di appropriatezza prescrittiva (G.U. n° 15 ­del 20.01.2016) in attesa che le rappresentanze dei sindacati, delle società scientifiche e degli Ordini dei Medici possano definire come rimodulare (se mai fosse possibile) questa insensata disposizione governativa che inciderà inevitabilmente sulla salute psichica e fisica del nostro popolo, acuendo le discriminazioni sociali ed economiche tra cittadini in tema di salute.

 Un taglio di prestazioni così importanti, oltretutto prefigurando assurde sanzioni per i Prescrittori che (solo) per il momento non ci sono ma potranno a breve essere decise, oltre ad incrinare irrimediabilmente il rapporto fiduciario medico-paziente darà il colpo di grazia alle strategie di prevenzione. Evitiamo, tutti insieme, che la Lombardia si trasformi in una regione dove solo i benestanti si possano curare!

 Da cittadino, da medico, da sindacalista e da Presidente di Ordine, Le chiedo con forza di far ricorso in Corte Costituzionale contro la citata disposizione di Legge, che entra pesantemente nell’assetto organizzativo e operativo della Sanità della nostra regione. Sono naturalmente disponibile, come sempre, a discutere di tali tematiche, anche in un Comitato Regionale che potreste convocare ad horas.

 In attesa di presto sentirLa, porgo cordiali saluti

 Roberto Carlo Rossi – Presidente Regionale SNAMI Lombardia

730 precompilato: diniego paziente all’invio dati

Cos’è e come funziona l’opposizione all’utilizzo delle spese mediche? La procedura di opposizione, consente al paziente-contribuente di comunicare all’Agenzia che tutte, solo una parte o anche solo una spesa medica sostenuta da lui per suo conto o per il familiare a carico, non venga utilizzata per l’elaborazione del 730 precompilato. Per dichiarare l’opposizione ci sono 2 modi: 1) Opposizione dichiarata verbalmente: il cittadino può dichiarare la sua opposizione all’utilizzo del dato della spesa sanitaria, comunicandolo direttamente al medico o alla struttura sanitaria che deve trascrivere una apposita dicitura di opposizione sulla fattura o ricevuta. Tale procedura, NON si applica alle spese mediche sostenute nel 2015;  in questo caso è necessario integrare le proprie fatture/ricevute con una dicitura da far firmare al paziente che manifesti la volontà di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati sulle sue spese sanitarie. Esempio dicitura da apportare alle fatture/ricevute e da far firmare al paziente: Il paziente chiede che i dati relativi alle spese sanitarie riportati nella presente fattura/ricevuta non vengano utilizzati per la dichiarazione dei redditi precompilata relativa all’anno d’imposta di competenza. Firma paziente (leggibile) – Per semplicità può essere utilizzato anche un timbro. 2) Dichiarazione opposizione tramite Sistema Tessera Sanitaria: per dichiarare l’opposizione all’utilizzo delle spese mediche sostenute, il cittadino può accedere al Sistema Tessera Sanitaria tramite PIN 730 precompilato o Fisconline, e dal 1° al 28 febbraio 2016 comunicare l’eventuale opposizione per ciascuna spesa medica sostenuta. In alternativa, il contribuente può, dal 1° ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, esercitare il diritto a negare il consenso all’uso dei suoti dati di spesa da parte del Fisco e solo per le spese sostenute nel 2015, comunicando l’opposizione alla stessa Agenzia delle Entrate tramite modello qui scaricabile:

Modello Opposizione dati spese sanitarie

L’invio del modello di opposizione può avvenire nelle seguenti modalità:

  • Via e-mail presso l’indirizzo di posta elettronica opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it ;
  • Telefonando al n° 848800444 da fisso, 0696668907 da cellulare, +390696668933 dall’estero;
  • Consegnando personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate il modello di richiesta di opposizione.

Nel caso in cui il contribuente scelga di utilizzare le prime due modalità, può sostituire anche il modello opposizione con una comunicazione in forma libera nella quale dovrà essere indicato il numero di documento e la scadenza. In caso di utilizzo del modello, va allegata copia del documento di identità.

730 PRECOMPILATO – AVVISO

Invio telematico al Sistema TS delle fatture relative all’anno 2015 per 730 Precompilato:

In adempimento alle nuove disposizioni legislative in materia di 730 precompilato e nello specifico alla trasmissione dei dati delle fatture sanitarie all’Agenzia delle Entrate per il tramite del Sistema Tessera Sanitaria (TS) ai fini della stesura del modello 730 precompilato, così come previsto dall’art. 3, comma 3, del Decreto Legislativo 175/2014, nonché dalle “Specifiche tecniche e modalità operative relative alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, da rendere disponibili all’Agenzia delle entrate per la dichiarazione dei redditi precompilata”, emanate con Decreto del Ministero dell’Economia del 31/7/2015, i medici e degli odontoiatri devono provvedere entro e non oltre il 31 gennaio 2016 all’invio delle fatture per prestazioni sanitarie emesse in regime di libera professione

secondo le modalità di seguito illustrate:

   i medici e gli odontoiatri già in possesso delle credenziali per accedere al portale Sistema Tessera Sanitaria (www.sistemats.it) sono già in grado di effettuare l’invio, che potranno fare personalmente oppure delegando il proprio commercialista.

Di seguito il link del portale Sistema TS con i riferimenti normativi e le specifiche tecniche:

http://sistemats1.sanita.finanze.it/wps/content/portale_tessera_sanitaria/sts_sanita/home/sistema+ts+informa/730+-+spese+sanitarie

–        –   i medici e gli odontoiatri che non hanno ancora l’accesso al portale Sistema Tessera Sanitaria, ma che sono in possesso della PEC potranno accedere al portale e chiedere online il rilascio delle credenziali di accesso che verranno trasmesse dal sistema al loro indirizzo di PEC.
Una volta in possesso delle credenziali, potranno, come detto sopra, effettuare l’invio personalmente oppure delegando il proprio commercialista;

  i medici e gli odontoiatri che non hanno ancora l’accesso al portale Sistema TS e che non hanno nemmeno la PEC potranno ottenere le credenziali di accesso al Sistema Tessera Sanitaria presso gli uffici di segreteria dell’Ordine.

Si pubblica, in allegato, la comunicazione n. 79 dalla FNOMCeO che chiarisce l’obbligo per i Medici e gli Odontoiatri di provvedere all’invio telematico al Sistema TS delle fatture relative all’anno 2015, necessarie per la redazione del 730 precompilato.

circolare FNOMCeO

 

SCIOPERIAMO IL 16 DICEMBRE

In data 29 ottobre 2015 si è espletato – con esito negativo – il tentativo di raffreddamento e conciliazione presso il Ministero del Lavoro ai sensi della legge 12 giugno 1990, n. 146 e s.m.i., relativo alla dichiarazione dello stato di agitazione proclamato nel mese di ottobre scorso per denunciare:

il definanziamento progressivo della sanità pubblica, che taglia servizi e personale e riduce l’accesso alle cure;

– un federalismo inappropriato che lascia la sanità a pezzi;

– la proroga del blocco dei contratti di lavoro e delle convenzioni, prevista dalla legge di stabilità 2016 sotto le mentite spoglie di un finto finanziamento;

–  il blocco del turnover, che lascia al palo le speranze dei giovani e dei precari;

– l’uso intensivo del lavoro professionale e l’abuso dei contratti atipici che eludono gli obblighi previdenziali e riducono la sicurezza delle cure;

– l’assenza di programmazione nell’accesso alla formazione pre e post laurea;

– la mancanza di una riforma delle cure primarie che favorisca l’integrazione del territorio con l’ospedale e un concreto rilancio della prevenzione,

– la varietà di leggi e norme che impediscono al medico il libero esercizio delle sue funzioni lasciandolo alle prese di una burocrazia sempre più invadente ed oppressiva che sottrae spazio all’attività clinica,

– una gestione dei servizi sanitari che rispetti l’autonomia, la responsabilità e le competenze insieme con i valori etici e deontologici.

Pertanto SNAMI, insieme a ben 18 altre sigle sindacali, ha proclamato, per la giornata del 16 dicembre 2015, 24 ore di Sciopero Nazionale, con le seguenti modalità:

1. medici di medicina generale di Assistenza Primaria: chiusura di tutti gli studi in data 16 dicembre 2015 dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

 I medici garantiranno, quali prestazioni indispensabili, come previsto dal comma 3 dell’art. 31 ACN vigente:

 a) visite domiciliari urgenti,

 b) visite in assistenza programmata a pazienti terminali;

 c) prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI);

 d) nonché le ulteriori prestazioni definite nell’ambito degli accordi regionali.

 2. medici di medicina generale di Continuità Assistenziale:

 astensione dal lavoro dalle ore 00.01 alle ore 08.00 e dalle ore 20.00 alle ore 24.00 del giorno 16 dicembre 2015.

 Saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo quanto previsto dal comma 4 dell’art. 31 ACN vigente.

CARTELLO-SCIOPERO-16-DICEMBRE

Stati Generali della professione medica: una chiamata a raccolta

Si sono tenuti  il 21 ottobre 2015 gli Stati Generali della professione medica .

Il Presidente Nazionale della  Fnomceo Roberta Chersevani ha affermato :   “Gli Stati generali di oggi sono una chiamata a raccolta delle sigle dei sindacati da parte della federazione per vedere di condividere assieme un percorso che possa togliere dall’impasse la sanità italiana”.

“Se il ruolo del medico e dell’odontoiatra viene derubricato come un atto di mercimonio inevitabilmente l’alleanza medico paziente viene a disperdersi. E tutto ciò è inaccettabile”. Ha dichiarato il presidente della Cao, Giuseppe Renzo.

documento finale 21 ottobre 2015

COMUNICATO STAMPA SNAMI NAZIONALE 23 Ottobre 2015

COMUNICATO CONGIUNTO OO.SS DELLA MEDICINA GENERALE ASL DI BRESCIA

Cari colleghi,

anche quest’anno non è stato possibile chiudere alcun accordo con l’ASL di Brescia sul coinvolgimento dei MMG nella campagna vaccinale antinfluenzale che l’ Azienda ritiene di poter effettuare solo con i propri dipendenti interni.

La recente (vergognosa)  comunicazione del 01/10/15 dei distretti ASL sulle modalità di svolgimento della campagna, con i pochi vaccini che ASL rende disponibili, è a nostro parere irricevibile e ci costringerebbe a fare scelte tra pazienti al limite della deontologia.

In queste condizioni non è possibile, a nostro giudizio, dare il proprio contributo (a parte le vaccinazioni domiciliari essenziali che ognuno ritiene essenziali) in quanto l’ASL di Brescia, al contrario di altre della Lombardia, è chiaro  che preferisce utilizzare le proprie risorse diversamente piuttosto che spingere per ottenere alte percentuali di vaccinati, come richiesto sia dal Ministero sia dalla Regione.

Si ricorda il disastro dell’anno scorso con percentuali che non sono arrivate neppure al 50% rispetto ad un ipotesi minima della Regione del 75%.

A fronte di una continua richiesta di collaborazione ( tra cui ricordiamo l’infinita e spropositata “raccolta” di dati, pdta vari da seguire) non c’è mai stata negli ultimi tempi da parte aziendale una vera apertura collaborativa verso i Mmg e d’altra parte continuano invece le ‘ sante inquisizioni ‘ ed i controlli a tappeto su ADP, PIP, appropriatezza esami e farmaci ecc.

La decisione dell’ASL è frutto di una precisa scelta, voluta e non casuale, che come tale siamo costretti a subire ed a  rispettare, ma che suggeriamo di non condividere e tanto meno assecondare.

E’ giusto che ognuno sia responsabile delle decisioni che assume e sarebbe ancora meglio che pagasse per i danni che combina e i risultati che ottiene (vedi vertici Aziendali).

Vorremmo anche ricordare che non ci possiamo sostituire all’ASL con atti di beneficenza e volontariato perché questi dovrebbero essere destinati ad attivitàaggiuntive e non ordinarie come pare si debbano considerare le vaccinazioni anche quelle non obbligatorie.

Facciamo  presente infine che l’ASL non garantisce nel modo più assoluto al medico alcuna copertura assicurativa per i rischi professionali da possibili incidenti vaccinali per cui i rischi sono solo del Mmg e quindi consigliamo ancora di valutare bene l’eventuale adesione alla campagna vaccinale ( fatti salvi come sopra scritto i pazienti cui il  Mmg ritiene necessario effettuare la vaccinazione per motivi clinici)

 Cordiali saluti

  Le segreterie di

UMI/SMI.   FIMMG.  SNAMI.  CGIL MEDICI.

 

Ecco l’appropriatezza….

Sarano le note AIFA/CUF del XXI secolo? Sempre più insistentemente si parla di un decreto che dovrebbe regolare la prescrizioni di esami di laboratorio ed accertamenti strumentali. Per la verità, la bozza di decreto diffuso dal Ministro (proposta Lorenzin DM appropriatezza), appare piuttosto confusa. Sono mescolate limitazioni alla “erogabilità” di prestazioni di alto costo (il cui limite è semplicemente dettato, appunto, dal costo per il SSN) con limitazioni prescrittive ad esami formulate su considerazioni che pensiamo vogliano essere scientifiche (…il colesterolo in assenza di patologie e altri fattori di rischio si potrà dosare solo ogni 5 anni…).

Mah! Che dire? Sembra il solito pateracchio all’italiana, per rosicchiare un po’ denaro e spostare furbescamente le ire della gente sui poveri medici prescrittori.

Se si vogliono limitare le prescrizioni di accertamenti diagnostici è necessario che:

1. i gruppi di lavoro che fanno queste scelte siano composti da nomi di rilievo in campo scientifico e politico sanitario. Tali nomi dovranno essere divulgati e pubblici, nella massima trasparenza. Dovrà essere prevista una rotazione dei componenti.

2. il lavoro di queste commissioni dovrà essere trasparente e basarsi su rigorose revisioni scientifiche; si dovrà poterlo mettere in discussione periodicamente, in base alle evidenze scientifiche.

3. dovranno essere INNANZI TUTTO i politici a spiegare ai cittadini che le risorse non sono infinite e che quindi è necessario un utilizzo oculato della sanità pubblica. Ai medici spetterà POI il compito di spiegare il concetto dell’appropriatezza da un punto di vista scientifico e nel singolo caso specifico, sfruttando l’empatia che li lega al loro paziente.

4. si dovranno educare i cittadini al buon utilizzo della sanità pubblica fin dalle scuole primarie e via via fino alle secondarie superiori.

Altrimenti sarà il solito bagno di sangue: nel 2016 le prime limitazioni, nel 2019 le prime inchieste sugli iperprescrittori di esami e nel 2021 le prime condanne per i medici in Corte dei Conti perché prescrivevano troppe RMN e troppe TAC….

Non siamo veggenti e il sole di Ferragosto non ci ha fatto brutti scherzi!!…

Semplicemente prevediamo facilmente quello che succederà in base a quanto è già successo con la prescrizione farmaceutica. Ma questa volta i Medici non ci staranno a farsi martirizzare. Quindi, se si vuole mettere mano all’appropriatezza, lo si faccia seriamente, in maniera scientificamente corretta e alla luce del sole. Altrimenti sarà il solito pasticciaccio brutto all’italiana.