ASL trattengono quota ENPAM a loro carico: SNAMI dice NO!

Alcune ASL lombarde, dopo aver corrisposto 1,25 euro/anno/paziente per il 2012 per coloro che sono arrivati al target dell’80% di prescrizioni SISS (ACR del 2011-12), hanno proceduto a trattenere, secondo noi in maniera DEL TUTTO ILLEGITTIMA, il 10,375% di tale quota. Il comportamento di queste Aziende trae le mosse da due circolari inviate nel 2012 dall’ex DG Sanità Carlo Lucchina alle ASL stesse in cui si afferma unilateralmente che la corresponsione di quell’indennità è “oneri compresi“. Traducendo dal burocratese, secondo il passato DG lombardo, nell’eurovirgolaventicinque c’è tutto: la ritenuta e tutta la quota ENPAM del 16,5%, anche quella a carico di ASL (che appunto, è pari al 10,375% dei compensi).

Peccato che tale interpretazione se la sia inventata la Regione, non essendo affatto prevista dall’articolo 60 del vigente ACN e non essendo affatto prevista dall’ACR 2011-12 (che, peraltro, SNAMI NON aveva firmato).

Pertanto l’Avvocato Gennaro Messuti, in nome e per conto di SNAMI Lombardia e dei suoi associati, ha immediatamente diffidato ASL a restituire il maltolto! E’ ovvio che se la richiesta bonaria non venisse soddisfatta e riscontrata, saremmo costretti a incardinare con celerità un’azione legale.

VI TERREMO INFORMATI

Roberto Carlo Rossi

INPS: ridurre le prognosi del 3% – INTERVIENE L’ORDINE DI MILANO

Una circolare dell’INPS impone tagli e riorganizzazioni. Ma l’Istituto prende poi un brutto granchio: impone ai propri medici l’obiettivo di ridurre le prognosi del 3%. Ora, è ovvio che l’INPS può richiamare tutti ad un maggior rigore, ma non può di certo imporre in astratto di ridurre le prognosi di una percentuale fissa: mica stiamo parlando di penne e cancelleria! Per questa ragione, l’Ordine di Milano è intervenuto con l’allegata lettera.

leggi la lettera dell’OMCeO Milano