LA RISPOSTA SNAMI ALL’ARTICOLO SULL’ACCORDO REGIONALE

A pagina 3 del Corriere della Lombardia del 4 dicembre 2014, si dà notizia del fatto che tutti e quattro i sindacati della Medicina Generale (UNA VOLTA TANTO NON C’E’ SOLO SNAMI CHE SI OPPONE ALLE SCHIFEZZE PROPOSTE DALLA REGIONE!!!!), non hanno accettato di assumersi nuovi compiti a costo zero o addirittura facendosi ridurre lo stipendio. Emmenomale!!!!…. Tuttavia, l’articolo, a firma Simona Ravizza, dipinge i Medici Convenzionati in una luce fosca. Dei biechi profittatori che si fanno pagare ogni cosa, lavorano 15 misere ore alla settimana e vengono pagati il doppio dei Colleghi Ospedalieri.

Siamo alle solite: “divide et impera“! Ci sarà qualcuno che avrà davvero pensato che così si scatena una guerra tra i “capponi di Renzo” per sviare l’attenzione dal fatto che la Lombardia E’ FANALINO DI CODA IN ITALIA PER GLI INVESTIMENTI SULLA MEDICINA GENERALE E ANCORA PRETENDE DALLA CATEGORIA LACRIME E SANGUE?!? Non sappiamo, ma di certo abbiamo sotto gli occhi quanto succede con gli inutili sprechi dell’Expo, con i faraonici progetti CReG che partoriscono il topolino di una minima flessione negli accessi in ospedale (wow!), e via così…

Qui di seguito potete leggere la replica di SNAMI Lombardia, con richiesta di pubblicazione.

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Egr Dott.ssa Simona Ravizza,
    ho letto il Suo articolo a pagina 3 del Corriere Lombardia intitolato “Medici di Base, salta l’assistenza non stop”. Non posso non fare alcune precisazioni chiedendone la pubblicazione. Dico subito che l’articolo riporta esattamente le mie parole. Tuttavia, contiene alcune informazioni inesatte e soprattutto presenta la figura del Medico di Famiglia in maniera del tutto inaccettabile. Così come è del tutto sbagliato e fuorviante contrapporre i Medici Convenzionati con i Dipendenti Ospedalieri nel (vano) tentativo di scatenare una triste guerra dei “capponi di Renzo”. Gli ospedalieri hanno mille problemi e sono sottopagati per l’impegno che profondono, ma soprattutto sono sempre più sotto organico. Chi va in pensione non viene rimpiazzato, si continuano a tagliare posti letto. Non è un bel quadro, in una regione che si vanta di avere uno dei sistemi sanitari migliori del mondo! Quanto poi ai Medici di Famiglia, vediamo di rimettere le cose a posto e di fare un po’ di chiarezza. Ogni Medico di Assistenza Primaria (che Lei chiama “di base”) prende poco più di 40 euro lordi a paziente per anno. Con gli accordi e le indennità varie (che però comportano tutte compiti aggiuntivi) si arriverà al massimo, in media, a 45 – 46 euro lordi all’anno a paziente. Vuol dire che, detratte tasse e previdenza, ciò che ci rimane sono circa 20 euro all’anno a paziente. Da questi compensi dobbiamo detrarre affitto, luce, telefono e spese per il sostituto. Sì perché i medici convenzionati non hanno né ferie né malattia pagata, non hanno TFR, non hanno tredicesima. Come vede, non c’è tanto da ballare! Quanto poi all’orario, si confonde l’orario minimo di studio con l’orario di lavoro. Magari lavorassimo solo 15 ore alla settimana! Quello è l’orario minimo di apertura degli studi, ma non conosco nessuno che se la cava in meno del doppio del tempo e ci sono molti Colleghi che fanno le ore piccole alla sera e che sono costretti a tornare in studio il sabato e la domenica per smaltire il lavoro arretrato. Non parliamo poi delle indennità per segretaria, computer, etc che la regione eroga. Non bastano neanche per coprire un terzo di quanto tiriamo fuori. Ora, io capisco che la Regione sia contrariata dal fatto che non è riuscita a concludere un accordo capestro ed in pejus, ma davvero non posso tollerare che si travisi così la realtà dei fatti. Se parte pubblica vuole così tanto equiparare i Medici Convenzionati ai Medici Dipendenti basta che prema a livello nazionale per assumerci tutti. Io sono geloso della mia libertà di professionista e quindi non perseguo questa soluzione, ma faccio notare che se i politici non hanno mai attuato questa soluzione è semplicemente perché sanno che gli costerebbe molto più che adesso.
Roberto Carlo Rossi
Presidente SNAMI Lombardia
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il link all’articolo:
http://archiviostorico.corriere.it/2014/dicembre/04/Medici_base_salta_assistenza_non_co_0_20141204_7af01cec-7b7f-11e4-a62d-2cdc6d76ecec.shtml

VACCINAZIONE SHOW IN TV

MA DAVVERO LA STRADA E’ SOLO QUESTA?

Lo schermo televisivo è diventato nella scala dei valori l’ubi maior su tutto, anche sulle risposte del ministero della salute, oppure più semplicemente, ci stanno servendo la frutta?


Roma 3 dicembre 2014-Commento del sindacato autonomo a quanto successo ieri sera alla trasmissione “Porta a Porta” di Rai uno, riportata da qualche testata giornalistica come

Vaccino “show”. Vespa, Pani, Ricciardi e Milillo si vaccinano in Tv con il Fluad. E’ accaduto durante la puntata in onda stasera su Rai 1. Il conduttore del talk show, il direttore dell’Aifa, il commissario dell’Iss e il segretario della Fimmg si sono fatti vaccinare contro l’influenza durante la trasmissione.

 

Tre domande ad Angelo Testa, presidente nazionale dello SNAMI.

 

1) Come mai non c’era in trasmissione un rappresentante dello SNAMI, secondo sindacato della medicina Generale ?

Tanti possono essere i motivi.

O non mi invitano perché avrei sostenuto anche davanti alle telecamere che le risposte sui vaccini i Medici e i pazienti le aspettano ufficialmente dal Ministero e non, con tutto il rispetto per la trasmissione di Bruno Vespa, eccellente giornalista e conduttore tv, da una trasmissione televisiva con tanto di “vaccinazione di gruppo”.

Oppure perché avrei obiettato che non si tratta di psicosi, come si cerca quasi di ridicolizzare e minimizzare il fenomeno, ma di legittime perplessità in seguito al ritiro di lotti di vaccino, a pretori che indagano ed aprono inchieste e regioni che sospendono cautelativamente le vaccinazioni antinfluenzali. Un tutto che richiede rispetto per le 20 morti sospette ad oggi e di altrettanto rispetto per chi si deve ancora vaccinare ed ha bisogno di qualche certezza in più anche per i rischi di sviluppare patologie neurologiche, quindi risposte magari meno mediatiche ed estreme con le bollicine ma rigorose ed istituzionali.

Eppure non abbiamo un contratto di esclusiva con altre trasmissioni come C’è posta per te, Le iene show, Striscia la notizia e di conseguenza “mi sarei potuto concedere”.

La correlazione fra un decesso e la vaccinazione può essere evidenziata dai controlli di laboratorio?

Normalmente i controlli di laboratorio mirano ad escludere la contaminazione microbica del preparato e l’assenza di tossicità del vaccino. Ma l’evento avverso grave può avere mille altre ragioni che meritano un approfondimento serio e non certo risposte frettolose in tv che paradossalmente hanno l’effetto contrario perché i più aborrono la miscela dello show sdrammatizzante con effetti speciali. Di conseguenza sarebbe stato meglio la sospensione cautelativa della vaccinazione e ripresa immediata dopo gli approfondimenti del caso, sostenendo, se così sarà senza equivoci, che anche i vaccini più sicuri, i meglio studiati e controllati, possono riservare sorprese quando si usano in ampie popolazioni.

Ma davvero la strada è solo quella di “condannarsi” allo schermo televisivo?

Se così fosse saremmo irrimediabilmente alla frutta e destinati sempre a meschine figure quando non ci sono “nani e ballerine” ed un palcoscenico sotto i riflettori. Fortunatamente c’è un’Italia differente e moltissimi Medici attenti e scrupolosi. Un sistema in cui forse è meglio evitare la forzatura della vaccinazione in diretta (escluso Vespa ) di 60enni o più giovani con un vaccino indicato per gli ultra sessantacinquenni ed avere un contraddittorio in trasmissione come lo SNAMI perché non venga suonata un’unica sinfonia. Non mi sarei prestato alla vaccinazione in diretta show e avrei sostenuto che ancora oggi Medici e pazienti aspettano le risposte del ministero, ovviamente attraverso i canali istituzionali .

 

                                                                                        Addetto stampa nazionale                                                                                                 Dott. DOMENICO SALVAGO

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