Pubblichiamo l’AIR che FIMMG, Intesa e SMI hanno firmato. L’Accordo ha un orizzonte temporale limitato di un anno al massimo per due ragioni. La prima è che si voterà sia a livello regionale che nazionale tra pochi mesi. La seconda è che l’ACN e poi lo stesso ACR dovranno essere rivisti in tempi brevi per recepire le “follie” dell’articolo

1 della “Legge Balduzzi” e dell’Atto di indirizzo.

E’ convocato un Consiglio Regionale urgente per lunedì sera per valutare approfonditamente la situazione.

L’ACR si muove all’interno della riduzione delle risorse regionali del 15% e dell’abolizione delle risorse per il SISS decisa autonomamente da regione Lombardia con DGR della fine di ottobre 2012. In quella delibera di giunta, regione stabiliva unilateralmente che tutti i precedenti accordi perdevano la loro efficacia il 31 dicembre e quindi ogni accordo successivo a tale data avrebbe comportato la perdita di mensilità di risorse. Ripeto: regione se la canta e se la suona, nel senso che ha deciso lei le regole del gioco. Stiamo parlando di una reale riduzione di risorse complessiva del 25 – 30% se rapportata al 2011 e di una riduzione di oltre il 50% se rapportata al 2009-2010, calcolando che prima veniva pagato il SISS.

Dopo una estenuante quanto fulminea trattativa, pur lasciando la validazione delle forme di rete e gruppo nate dallo scioglimento forzoso delle associazioni seplici e l’indennità informatica integrativa alla trattativa aziendale, si è decisa una scaletta di priorità, per cui le ASL non possono fare ciò che vogliono ma devono seguire tale scaletta, che, appunto ricalca quanto SNAMI aveva chiesto.

Tuttavia, le risorse complessive in campo per le ASL (0,81 euro/pz/anno) sono pochissime. Inoltre, l’indennità informatica regionale “integrativa” è stata fissata ad una cifra vergognosa e ai limiti dell’insulto (15 euro/mese).

Va detto che anche questi pochi risultati sono stati ottenuti solo grazie al fatto che SNAMI ha con ostinazione portato avanti il coinvolgimento e il dialogo continuo con Intesa e SMI, altrimenti non avremmo portato nulla a casa. Una strada sicuramente da seguire anche per il futuro, se sarà possibile.

In sintesi, dopo molto tempo c’è qualche idea SNAMI nell’ACR, però le risorse in campo sono assolutamente miserevoli e, naturalmente, le solite quote A e B sono state salvate nonostante la nostra reiterata richiesta di destinare questi denari a progetti di natura clinica.

Lunedì sera il regionale SNAMI deciderà se firmare oppure no.

Non firmare è più che legittimo, viste le cifre in gioco. Questo comporterebbe la convocazione di SNAMI solo come uditore, ma questo non ci ha mai limitato nel fare proposte e influenzare in maniera determinante gli accordi aziendali.

Firmare vorrebbe dire validare (anche per il futuro) il processo virtuoso di collaborazione con Intesa e SMI ed essere a pieno titolo presenti in azienda per scrivere l’accordo aziendale. Ma avrebbe una ricaduta fortemente negativa sugli iscritti che non capirebbero perché SNAMI appare essere d’accordo con una simile schifezza.
Vi terremo come al solito informati!

Roberto Carlo Rossi

Accordo 2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *