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Il caso Lombardia: al 70% dei pazienti serve ancora la carta.

Con l’avvio in questi giorni della dematerializzazione in Lombardia, sfiorano i 27 milioni gli italiani che stanno per non usare più le ricette “rosse” del Servizio sanitario. Dieci milioni di lombardi si affiancheranno a siciliani, emiliani, lucani, valdostani e trentini, ormai quasi a regime, e ai veneti partiti poco prima. Ma per alcuni mesi – come riferisce Piergiorgio Muffolini addetto comunicazioni Snami Lombardia-  la carta continuerà a imperversare, «almeno per un 70-75% delle ricette. Sono infatti 2,1 milioni i pazienti cronici che non pagano il ticket trovandosi sotto i tetti di reddito massimi fissati dalla regione (i più alti d’Italia, 46 mila euro per un “single”, ndr). Questi pazienti, che costituiscono per l’appunto il 70% delle ricette del medico di famiglia, devono ogni volta autenticare l’esenzione in farmacia, con una firma che avviene sull’unico documento possibile, la ricetta cartacea».
La Regione sta mettendo a punto due voci di esenzione specifiche, E30 ed E40, che verranno riconosciute dal sistema d’accoglienza online del Ministero dell’Economia. Ma la stampante in studio non riposerà tanto presto per altri motivi. «In primo luogo – spiega Muffolini – si è appena usciti dalla sperimentazione, che ha avuto buoni numeri a Lecco, meno a Como, e procede a Bergamo; in secondo luogo, su 30 mila prescrizioni inserite da Lecco nel sistema del Ministero dell’Economia un 1-2% è stato apertamente bocciato, e un altro 20% non risulta riconosciuto; infine, in questa transizione la regione ci chiede – come è stato chiesto ai colleghi veneti, siciliani ed emiliani – di continuare a rilasciare a tutti il promemoria cartaceo con il numero di protocollo della ricetta». La Lombardia, secondo gli standard fissati dalla Società di telemedicina a febbraio 2013, sarebbe la sola regione in grado di dematerializzare del tutto la prescrizione: alla data di uscita del documento Sit, solo il sistema Siss gestito da Lombardia Informatica consentiva al medico di autenticare digitalmente ogni documento sancendo l’autenticità della provenienza.
«La vecchia ricetta del Poligrafico costa 30 centesimi, e in Lombardia ne compiliamo ogni anno 84 milioni di esemplari, pari a 25,2 milioni di euro, dunque a regime si profila un risparmio importante», dice Muffolini. «La legge 179/2012 ci chiedeva già quest’anno di evadere online l’80% delle prescrizioni ma la Regione ha concordato con Roma che andremo a regime nel 2015; infatti, vanno ancora avviati i programmi di formazione per medici e farmacisti, due categorie che ogni giorno lottano con l’instabilità dei sistemi di connettività e –per quanto ci riguarda – si sono sobbarcate per intero lo sforzo di ammodernamento, senza ottenere ritorni nemmeno in termini di servizi offerti».

Mauro Miserendino

 

Lettera del Presidente Regione all’assessore Regionale alla Sanità

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